Francesco Storace

Francesco Storace

Non siete normali.
Ogni giorno vi prendete a sberle sui giornali e poi siete costretti a far sapere che vi siete incontrati la mattina presto perché invece andate d’amore e d’accordo.
Berlusconi, Salvini e Meloni dovrebbero porre fine alla commedia dell’autorappresentazione di una proposta alternativa alla sinistra. Se non fanno i seri, la bandiera la sfila il movimento di Beppe Grillo.
Sia chiaro: chi ha a cuore le sorti dell’Italia ha solo da essere contento se il centrodestra ritrova unità. Ma è davvero così? Oppure i dubbi hanno ragione di esistere? Viene il dubbio che tutto sia finto.
Ogni giorno Matteo Salvini racconta che gli italiani vogliono lui come leader della coalizione di centrodestra. È possibile, ma anche no. Ovviamente il dibattito è aperto e le opzioni sono legittime: ma nessuno spiega qual è la ricetta che metterà tutti e tre – visto che vogliono decidere solo loro – nella condizione di pronunciare un solo nome.
Se si parla di primarie, Berlusconi dice di no mentre Salvini ne parla a giorni alterni e la Meloni le vuole sempre senza ottenerle mai. Ma se anche lei resta nella coalizione che le primarie non le fa, vuol dire che non sono così prioritarie e importanti.
In lite sul referendum, si incontrano per dire unitariamente no. Quanto durerà, magari fino alla prossima intervista di un dirigente Mediaset per il Sì?
Da tre leader importanti vorremmo il massimo della serietà, senza stressare troppo il nostro popolo, stanco e indignato da troppe tasse, da troppi immigrati, da troppe pretese europee.
Li vorremmo vedere attenti anche a tutto quello che nell’area vasta del centrodestra di una volta loro non rappresentano più e che invece dovrebbero preoccuparsi di recuperare. Tracciando una sola linea netta, tra chi si è posizionato a sinistra e chi non ci è andato.
Non ha molto senso evitare di affrontare il tema della diaspora. Ad esempio, Berlusconi e la Meloni litigarono a sangue sulle comunali di Roma. Poi, si vedono come se nulla fosse mai accaduto e non sembrano interrogarsi su quello che succede a destra, dove in troppi si sono rifugiati tra le braccia (e i pugni chiusi) di Beppe Grillo.
Salvini e il Cavaliere se le suonano sulla Merkel e l’Europa: è possibile sapere quando arriverà l’ora di un percorso finalmente comune per salvare una nazione che perde sovranità ogni giorno che passa?
Purtroppo non c’è ancora la sede della discussione, il luogo dove confrontarsi, perché non si riesce ad uscire dalla logica dei veti, di tutti contro tutti. Se il referendum vedra’ l’affermazione del no, avrà perso sicuramente Renzi, ma nessuno si illuda che avremo vinto noi che stiamo da quest’altra parte.
L’azione di ricostruzione del centrodestra e’ ancora lunga; e se chi ha le maggiori responsabilità non si accorge di quello che c’è fuori dai Palazzi importanti della politica, non ci sarà partita da disputare.
Sta a loro tre parlarne e farci sapere che cosa intendono fare. Non è detto che le alleanze siano la strada obbligata. Come si dice, pur con tutte le novità che conosciamo,  i matrimoni si fanno ancora in due.

Francesco Storace
(da Il Giornale d’Italia)