La liberazione di Dabiq

La liberazione di Dabiq

E’ cominciata l’offensiva per liberare Mosul dall’Isis da parte dell’esercito e delle forze antiterrorismo irachene, insieme alla milizia alleata dei peshmerga curdi e alle milizie sciite. Lo ha annunciato alla tv di stato il primo ministro iracheno Haidar al Abadi. La tv di stato irachena ha mostrato un breve comunicato scritto, poco dopo la mezzanotte, che ha annunciato l’avvio dell’offensiva militare largamente preannunciata per cacciare l’Isis dalla seconda citta’ dell’Iraq. Il blitz per riconquistare Mosul e’ la piu’ grande operazione militare in Iraq da quando le truppe statunitensi si sono ritirate nel 2011 e, se coronata da successo, il piu’ duro colpo inferto finora all’Isis.
Le forze curde dei Peshmerga hanno strappato all’Isis il controllo di sette villaggi nelle prime quattro ore dell’offensiva per riconquistare Mosul, la ‘capitale’ irachena dello Stato islamico. Lo riferisce la televisione panaraba Al Jazira.
E un altro duto colpo all’Isis è arrivato da Dabiq. I ribelli siriani appoggiati dalla Turchia hanno infatti conquistato questa città simbolo  in mano ai jihadisti dello Stato Islamico dal 2014, quando contava 3.000 abitanti. Un comandante dell’opposizione siriana, Saif Abu Bakr, ha riferito che i combattenti dell’Isis hanno opposto una resistenza “minima” per difendere la loro iconica roccaforte, situata nel nord della Siria ad alcune decine di chilometri da Aleppo.
Intanto Stati Uniti e Gran Bretagna stanno valutando di imporre nuove sanzioni economiche alla Russia per Aleppo.
Eventuali sanzioni contro la Russia sarebbero “controproducenti”, ha risposto il presidente russo Vladimir Putin, secondo l’agenzia Interfax. “Le sanzioni degli Stati Uniti non risolvono nulla, sono soltanto mirate a contenere la forza della Russia. E non raggiungono mai lo scopo”, ha aggiunto il leader del Cremlino.
Risultano invece assai dannose per gli interessi delle imprese europee che si vedono precluso un importante mercato.