fbpapa-francesco“Ci sono siti che non hanno performance digitali. Quando si cerca qualcosa sui motori di ricerca, il 55% sceglie tra i primi tre risultati, mentre solo l’1% va alla seconda pagina. In una ricerca, si digita Papa Francesco e il primo sito che esce è https://twitter.com/pontifex_it ed è solo il quarto, quindi il 55% dei navigatori è perso e vi dovete accontentare del 39%”. Lo ha ricordato oggi monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria della comunicazione della Santa Sede, nel suo intervento stamattina, a Roma, al Comitato dei presidenti e delegati del Copercom.
“Abbiamo una serie di portali che non hanno una performance positiva in rete – ha spiegato -. I media tradizionalmente intesi hanno sviluppato loro app, ma questo cannibalizza l’utente digitale. Radio Vaticana è costituita da tanti portali che non aggregano i navigatori, perciò bisogna ripensare secondo una nuova logica”. Ad esempio, “le onde corte hanno dato un grandissimo servizio al momento della Guerra fredda, ma oggi l’unico aspetto positivo è che ci fanno arrivare in Cina, anche se non direttamente ma attraverso Radio Veritas di Manila, che ha però deciso di dismettere le onde corte nel 2019”. Dunque, “le onde corte a oggi, da studi fatti, non hanno per noi nessuna rilevanza in termini di trasmissione del messaggio. Oramai la rete è arrivata ovunque”.
“Ci sono solo difficoltà in alcuni luoghi dell’Africa, ma – ha anticipato monsignor Viganò – stiamo concludendo un accordo con Facebook grazie al quale in 44 Paesi potranno ricevere in maniera semplice il messaggio del Papa. Hanno tutti il cellulare in Africa, anche con una bassa capacità di banda. Metteremo il messaggio del Papa su questa applicazione”