Direzione-Pd-Renzi-Serve-un-nuovo-governo-fino-al-2018 h partbSpaccatura confermata nella Direzione Pd sul referendum. Nonostante il voto all’unanimità sulla relazione del segretario Matteo Renzi su referendum e modifiche all’Italicum. Resta infatti ancora aperta la divisione con la minoranza che non ha votato nonostante l’offerta di modifiche alla legge elettorale “in tempi certi” ma dopo il referendum. La sinistra del partito “accoglie il passo in avanti” ma lo giudica per il momento insufficiente a togliere il proprio “no” al quesito referendario.
Il segretario e premier ha infatti proposto di cambiare la legge elettorale “in tempi certi”, subito dopo il voto sul referendum costituzionale. Lo ha fatto per “smontare l’alibi” di chi vuole votare No alla riforma in nome del “combinato disposto” con la legge elettorale. Ma senza “bloccare il Paese in nome dell’unità del Pd”. Il premier accoglie la proposta della minoranza per l’elezione dei senatori e nell’Italicum rimette in discussione ballottaggio, premio alla lista e listini bloccati. E affida fin d’ora a una delegazione Dem, con dentro la minoranza, il compito di vedere “le carte” degli altri partiti. La sinistra del partito coglie il “passo avanti” ma dice che non basta a ritirare il No al referendum.
Ma daslla minoranza arriva il rifiuto ell’offerta.”Non basta una proposta di metodo. Non è un alibi quello che tu, Matteo, hai descritto: è una combinazione che non funziona quella del combinato fra questa riforma costituzionale e l’Italicum”. Questa la risposta di Gianni Cuperlo, intervenendo in direzione Pd dopo la relazione di Matteo Renzi, in merito alla discussione e apertura su Italicum e referendum.
Cuperlo aggiunge: “Se un accordo vero sulla legge elettorale non ci dovesse essere, il 4 dicembre non posso votare la riforma che ho votato 3 volte in Parlamento ma Matteo ti dico ‘stai sereno’ perché che se sarà così, un minuto dopo, comunicherò le dimissioni alla presidente della Camera”.
L’apertura di Matteo Renzi a modificare l’Italicum e la creazione di una “commissione” preposta all’interno del Pd non bastano neppure a Roberto Speranza, della minoranza dem. “Io fino all’ultimo istante non mi voglio sottrarre a nessun tentativo: si vuole fare un comitato? Bene. Ma serve un’iniziativa Pd e una spinta del governo. La proposta che hai fatto oggi non è sufficiente”, ha detto infatti Speranza in Direzione Pd rivolgendosi a Renzi.