trump-clintonFuori programma prima dell’atteso secondo dibattito Vlinton-Trump. Donald Trump ha tentato l’anticipo ed è apparso con alcune donne che hanno in passato accusato Bill Clinton, tra cui Paula Jones, in una conferenza stampa in un Hotel a St. Louis. “Queste quattro donne molto coraggiose hanno chiesto di essere qui ed è stato un onore per noi aiutarle”, ha detto il candidato repubblicano seduto fra loro.
Si tratta di Juanita Broaddrick, Paula Jones, Kathleen Willey and Kathy Shelton. “Le azioni parlano più forte delle parole – ha detto Broaddrick -. Trump può aver detto delle parole spiacevoli, ma Bill Clinton mi ha stuprata e Hillary Clinton mi ha minacciata. Non credo ci sia niente di peggio”.
Ecco chi sono le donne comparse con Donald Trump per accusare Bill e la moglie.

PAULA JONES: nel 1994 citò in giudizio Bill per molestie sessuali, sostenendo di aver ricevuto delle avances nel 1991. Clinton negò. Il caso fu inizialmente messo da parte ma la Jones fece ricorso. Durante la deposizione per il processo, Clinton negò anche di aver avuto rapporti sessuali con Monica Lewinsky, deposizione per cui venne poi sottoposto ad impeachment. In seguito, le parti trovarono un accordo (che non includeva né scuse né ammissione di colpa) e Clinton versò alla Jones 850.000 dollari. Bob Bennet, il suo avvocato, affermò che l’unico motivo per cui strinse l’accordo fu quello di porre fine al processo in modo da poter andare avanti con la sua vita.

WATHLEEN WILLEY: Nel 1998 la volontaria della Casa Bianca accusò Clinton di averla molestata in un corridoio nel 1993. Un comitato indipendente determinò che la Willey aveva fornito all’FBI informazioni false, nonché incoerenti con la testimonianza giurata nel caso Jones, e concluse che non c’era alcuna prova di dubitare dellla versione di Bill, che aveva negato tutto.

JUANITA BROADDRICK: nel 1999, l’infermiera dell’Arkansas accusò Clinton di averla stuprata circa nel 1978, sebbene non ricordasse la data esatta. Le affermazioni della Broaddrick furono ritenute contraddittorie e inattendibili e il caso fu archiato nel 2001. Anche in questo caso Bill aveva respinto ogni addebito.

KATHY SHELTON: fu abusata a 12 anni, nel 1975, e a difendere il suo aggressore fu l’allora avvocato Hillary Clinton. Per Tra gli altri casi di sospette infedeltà di Bill, c’è quello della modella di nudo e attrice Gennifer Flowers che nel 1992 affermò di avere una relazione con Clinton sin dal 1980. Interrogata sulla questione, all’inizio negò, ma poi cambiò la sua versione. Lo stesso Clinton ammise di aver avuto un incontro sessuale con la Flowers.

ELIZABETH GRACEN: Sempre nel 1998, Elizabeth Gracen ritrattò una sua testimonianza di sei anni prima, sostenendo di aver passato una notte con Clinton nel 1982, e in seguito si scusò con Hillary. Nel corso dell’anno, tuttavia, la Gracen si rifiutò di comparire in tribunale nonostante fosse stata citata come testimone da Kenneth Starr.

Sono stati dunque gli scandali sessuali a tener banco nel secondo dibattito televisivo in vista delle presidenziali di novembre. E non avrebbe potuto essere altrimenti dopo le polemiche dei giorni scorsi sul video con le dichiarazioni sessiste del candidato repubblicano.
Trump da parte sua a continuato ad attaccare la Clinton per lo scandalo delle e amil nascoste.
Il dibattito di 90 minuti resta privo di colpi di scena memorabili e offre meno scintille di quello che ci si poteva attendere. Ma i due si affrontano a muso duro sin dall’inizio, senza neppure stringersi la mano, e non rinunciando a qualche colpo basso.
Altro tema le tasse. Quelle che secondo la Clinton Trump avrebbe aggirato usando una scappatoia fiscale.
“Certo che l’ho fatto. E così fanno gran parte dei donatori di Hillary Clinton”, Donald Trump ha risposto così durante il dibattito televisivo al moderatore che gli chiedeva se avesse utilizzato la denuncia di 915 milioni di dollari di perdite nel 1995 – come emerso dalla dichiarazione dei redditi del 1995 rivelata dal New York Times – per evitare imposte federali sul reddito. Ed è la prima volta che lo ha ammesso in maniera così esplicita.
I due restano agli antipodi anche sui musulmani, sebbene il tycoon edulcori il bando promesso in “controlli estremi”, mentre l’ex segretario di Stato ammonisce che la retorica di Trump è miope e pericolosa, “un regalo per l’Isis”.
Secondo vari osservatori anche questo dibattito se lo sarebbe assegnato la Clinton nche se di poco e con meno vigore rispetto al primo.