EquitaliaA causa di una virgola sbagliata un contribuente si è visto sottrarre dal fisco ben 100mila euro. E’ quanto accaduto a Luca Schiavon, agente di commercio cinquantaduenne di Spilimbergo (Pordenone) che lo scorso 22 agosto ha versato tramite il suo conto online l’Iva trimestrale. Per un errore, invece di digitare 967,30 euro, ha digitato 96.730. Il Fisco, ovviamente, ha incassato la cifra (disponibile sul conto perché pochi giorni prima Schiavon aveva effettuato una transizione immobiliare), e il poverino si è ritrovato con 100 mila euro in meno. Niente di grave, penserete, l’errore è così marchiano che basteranno pochi giorni per ottenere il rimborso. Sarebbe così se fossimo in unPaese normale. Ma purtroppo siamo in Italia. E allora?. Allora entra in scena la famosa burocrazia italica.
L’Agenzia delle Entrate, infatti, non prevede il rimborso. E se un contribuente si accorge di aver versato più del dovuto, l’unica cosa in cui può sperare è una compensazione. Tradotto: il credito gli viene scalato nelle successive dichiarazioni. Basta un rapido calcolo: 967,30 euro a trimestre fanno 3.869,2 euro l’anno. Per riavere i suoi soldi Schiavon dovrà aspettare esattamente 25 anni. Sempre che, nel frattempo, non sbagli un’altra virgola.