È stato assegnato al presidente della Colombia Juan Manuel Santos il premio Nobel per la Pace 2016 per lo storico accordo con le Farc firmato il 25 agosto scorso. L’annuncio della fine della guerra era arrivato su Twitter dai negoziatori delle due parti, riuniti per concludere le trattative nella capitale cubana de L’Avana. “Il Comitato norvegese ha deciso di assegnare il premio al presidente colombiano per i suoi sforzi risoluti nel portare a termine la guerra civile lunga 50 anni e che è costata la vita ad almeno 220mila colombiani, oltre ai sei milioni di sfollati – si legge nel comunicato reso noto dal Comitato – Il premio deve essere visto come un omaggio al popolo colombiano che, nonostante grandi difficoltà e abusi, non ha mai perso la speranza di una pace giusta, e a tutte le parti che hanno contribuito al processo di pace. Questo tributo è stato pagato, non da ultimo, ai rappresentanti delle innumerevoli vittime della guerra civile”.

Dopo oltre mezzo secolo di un sanguinoso scontro militare e politico la prospettiva di un nuovo capitolo. Secondo le intese firmate dai rappresentanti delle due parti, raggiunte dopo quasi quattro anni di colloqui in territorio cubano, le Farcrinunceranno alle armi e reintegreranno migliaia di suoi guerriglieri nella vita civile del Paese sudamericano. A Bogotà, la popolazione aveva festeggiato nei parchi e nelle strade. Ma con il referendum indetto lo scorso 4 ottobre l’accordo di pace era stato bocciato.  Nei giorni scorsi però era stato dichiarato che il cessate il fuoco con le Farc in vigore dallo scorso 29 agosto, sarebbe stato mantenuto fino al 31 ottobre nella speranza che si raggiunga un consenso più esteso nel Paese dopo l’esito della consultazione popolare.

“Il fatto che la maggioranza abbia votato no al referendum, non significa che il processo di pace sia morto: il referendum non ha bocciato il desiderio di pace, ma uno specifico accordo – scrivono nella motivazione il Comitato di Oslo (il Nobel per la Pace viene assegnato dal comitato norvegese e non da quello svedese ndr) – Noi speriamo che il premio gli dia la forza per continuare i i suoi sforzi” per arrivare ad un accordo, continua la motivazione, in cui si ricorda come il presidente abbia già incoraggiato tutte le parti a partecipare a nuovi negoziati. “Il Comitato auspica che tutte le parti partecipino in modo costruttivo ai negoziati”.

Le parti avevano concordato una tregua bilaterale e definitiva ma con la nuova situazione creata dopo la consultazione referendaria, che lascia aperto l’accordo, il governo si è visto obbligato a prorogarla con una misura speciale. “Spero che si possa avanzare negli accordi e nei colloqui in modo da poter concretizzare gli accordi e le convenzioni che ci permettano trovare una soluzione a questo conflitto in corso” aveva spiegato il presidente. Anche le Farc meritano il premio Nobel della Pace? “Sì, credo di sì” risponde Ingrid Betancourt, l’ex ostaggio franco-colombiano delle Farc. Intervistata in diretta telefonica su I-Télé, Betancourt non ha saputo trattenere le lacrime e ha espresso grande soddisfazione per la decisione di Oslo. “Sono ottimista per il futuro”.

“Congratulazioni al popolo e al presidente della Colombia. A loro i nostri sinceri auguri di pace” si legge in un tweet della Syria Civil Defence, gli elmetti bianchì o caschi bianchi, i volontari sirianiche ogni giorno cercano superstiti tra le macerie dei bombardamenti nel Paese arabo. I caschi bianchi erano tra i favoriti al Premio Nobel per la pace.