Roberto Cota

Roberto Cota

L’ex presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, leghista è stato assolto al processo ribattezzato Rimborsopoli sui presunti casi di peculato di cui erano imputati l’ex governatore del Piemonte e altri ex consiglieri regionali. La sentenza è stata pronunciata questa mattina a Torino al termine di un processo durato oltre un anno, dalla corte presieduta dal giudice Silvia Bersani Begey.
Il politico leghista, avvocato di professione, era accusato dai pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi di aver utilizzato circa trentamila euro della Regione Piemonte per il rimborso di spese considerate personali e non istituzionali. Nel fascicolo della Guardia di finanza era finito anche lo scontrino di quelle che poi diventarono famose come “mutande verdi”, un paio di boxer acquistati oltre oceano dall’ex leader del Carroccio piemontese durante una trasferta a Boston. Tra le spese contestate dall’accusa, c’erano anche cene, pranzi, foulard, cravatte, penne e un regalo di nozze.
Cota, così come molti altri dei consiglieri alla sbarra, aveva risarcito oltre 32mila euro al consiglio regionale, come “gesto di trasparenza”. Si era sempre difeso sostenendo che quei soldi chiesti all’ente pubblico sarebbero stati usati o per regali di rappresentanza o per motivi prettamente “istituzionali”. Il segretario della Lega aveva scelto il rito immediato e non riti alternativi proprio per “dimostrare l’estraneità ai fatti” e in più occasioni aveva denunciato pubblicamente di essere stato vittima di una “vicenda strumentalizzata”.
Il tribunale di Torino gli ha dato ragione, è stato assolto dall’accusa di peculato. Se la procura non farà appello, e il procedimento penale a suo carico si concluderà, sarà innocente definitivamente.
“Sono contento, fin dall’inizio sapevo di essere innocente – ha detto Cota uscendo dall’aula – Sono stato fatto oggetto di attacchi ignobili, e ho sofferto tanto. Ma П giusto avere fiducia, una parte del sistema funziona”.
“Pensiamo alle conseguenze politiche di tutto questo. Sono cose che fanno venire i brividi. Sono materie su cui sarebbe opportuno riflettere prima di mettere all’indice la classe dirigente. Ci sono troppe richieste di rinvio a giudizio, troppi clamori che si fanno sulla stampa, troppa strumentalizzazione. Credo che su tutto questo abbiamo bisogno di riflettere e abbiamo bisogno di un maggiore garantismo”. Così il governatore della Toscana, Enrico Rossi, intervenendo su Radio Anch’io, commenta la notizia dell’assoluzione di  Cota. Per Rossi “il politico può essere sottoposto ad una verifica di legalità, ma bisogna stare attenti prima di pronunciare l’indagine”.
Resta il fatto che un altro politico è stato riconosciuto innocente dopo accuse gravissime che lo hanno costretto ad abbandonare la carica cui era stato eletto.