“Venerdì 30 settembre il Presidente Silvio Berlusconi ha avuto un lieve malore in fase di atterraggio a New York City. Il medico curante, professor Alberto Zangrillo, al suo seguito, ha disposto il trasferimento presso il pronto soccorso del Presbyterian Hospital a cui ha fatto seguito ricovero nella medesima struttura ospedaliera”. E’ quanto si legge in un comunicato. “Dopo una serie di approfonditi accertamenti, che hanno escluso problemi di natura cardiovascolare il Presidente Berlusconi è stato dimesso nella giornata del 3 settembre con indicazione di rimanere a New York sotto controllo sanitario”, prosegue la nota. I legali dell’ex premier oggi hanno ottenuto dal gip di Milano Laura Marchiondelli la separazione della posizione del Cavaliere nell’ambito del processo Ruby ter e il rinvio dell’udienza, per il solo Berlusconi, al 15 dicembre. Per “motivi di salute”, quindi, Berlusconi si trova, ancora una volta, a dover affrontare un processo sul caso Ruby da solo. Era già accaduto nel procedimento principale, dove l’ex premier era stato accusato di concussione e prostituzione minorile: anche in quel primissimo procedimento Berlusconi era stato giudicato da solo mentre i suoi coimputati, all’epoca Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti, erano finiti davanti ad un altro tribunale.

In quel primo procedimento Berlusconi è stato assolto. Ora, nell’ambito del caso sempre legato alla giovane Ruby, ma incentrato sui presunti pagamenti che l’ex premier avrebbe effettuato per avere testimonianze false o dichiarazioni reticenti proprio nell’ambito del caso già chiuso in Cassazione, Berlusconi tona a essere giudicato da solo. Secondo quando è stato stabilito dal gup Marchiondelli questa mattina, se per il leader di Forza Italia, ricoverato a New York, se ne parlerà il 15 dicembre, l’udienza prosegue invece a carico degli altri 23 imputati, tra ex olgettine e personaggi legati a Berlusconi. Questa decisione, per il processo, rappresenta inoltre la terza separazione delle parti decisa dal gup. Nell’aprile scorso, infatti, il giudice aveva stralciato la posizione di altri 7 imputati ‘spalmando’ il processo in altri Tribunali italiani ma per competenza territoriale.