Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti

E’ spietato il ritratto del Movimento 5 Stelle disegnato da Federico Pizzarotti. Spietata anche la sua decisione: «Da uomo libero, non posso più stare in questo movimento. Per tre anni ho provato a cambiare le cose dall’interno. Devo arrendermi: è impossibile». E’ per questo che Federico Pizzarotti ha deciso di abbandonare definitivamente Grillo & C.
E così il sindaco di Parma sbatte la porta e se ne va lamentando i piccoli e grandi sgarbi che ha ricevuto dal suo ormai ex partito praticamente da quando quattro anni e mezzo fa venne letto primo cittadino del capoluogo emiliano. E primo sindaco pentastellato di un Comune importante.
Ma perchè questa rottura? Perchè il Movimento in pochi anni ha mutato pelle. In peggio: «Siamo passati dalla religione dello streaming e delle telecamere dappertutto che devono rendere trasparente la casa del potere alle stanze chiuse, ai direttori di nominati, alle decisioni segrete prese nelle stanze segrete da personaggi pieni di livore e rancore». Se la prende con gli scherani e i signorsì del direttorio pentastellato «quelli che sono capaci di giustificare qualsiasi cosa e di difendere qualsiasi posizione purché sia stata scritta sul blog». Ricorda con malizia le battaglie epocali annunciate con toni apocalittici e poi finite presto nel dimenticatoio: «Ve la ricordate la raccolta firme per un referendum contro l’euro? Bene, dove sono finite quelle firme raccolte? Perché non se ne parla più? Per quale ragione nessuno sente il bisogno di spiegare cosa è accaduto?».
Ma non se ne va da solo Pizzarotti. E la sua Giunta comunale non cadrà. Questo perchè si porterà appresso i diciotto consiglieri della maggioranza che lo seguiranno nell’avventura di una lista civica.
Pizzarotti venne eletto nel maggio del 2012. Ma già un anno dopo i suoi rapporti con la coppia Grillo-Casaleggio erano divenuti pessimi. «Ho messo davanti gli interessi dei cittadini di Parma a quelli del Movimento 5 Stelle, e non me lo hanno mai perdonato». Poi, nella primavera di quest’anno, è arrivato l’avviso di garanzia al sindaco e la conseguente sospensione di Pizzarotti. «Sono passati 144 giorni da quella sospensione e nessuno si è mai preso la briga di parlare con me, di chiedermi chiarimenti. E’ stata una sospensione illegittima, hanno usato due pesi e due misure apposta per farmi fuori visto che altri sindaci indagati (vedi Nogarin a Livorno, ndr) non sono mai stati sospesi».