Virginia Raggi e Paola Muraro

Virginia Raggi e Paola Muraro

Mentre il Comune di Roma Capitale è ancora senza assessore al Bilancio e praticamente parallizzato nella sua attività amministrativa, nuovi guai piovono sul capo del sindaco. Una nuova inchiesta coinvolge il discusso assessore all’Ambiente Paola Muraro, e dal pm che indaga su di lui arriva una pesante richiesta di condanna per l’ex sindaco Ignazio Marino.
A questo punto le indagini sulla Muraro diventano due: la prima per le verifiche sulla qualità in entrata e uscita dei rifiuti dagli impianti di trattamento meccanico biologico a Rocca Cencia e in via Salaria, la seconda per le consulenze all’Ama.
In mano ai pm c’è una telefonata intercettata nell’inchiesta Mafia Capitale. I carabinieri del Ros hanno registrato l’ex dg di Ama dal 28 novembre al 1 dicembre 2014. In quei giorni ci sono 16 contatti telefonici tra Muraro e Fiscon: per lo più “squilli” annota il Ros. Poi una telefonata del 28 novembre 2014, siglata come “convenevoli”, e due chiamate “di carattere professionale” del primo dicembre 2014. Quindi una chiamata che il Ros racconta così: “Fiscon chiama una donna, conversazione di carattere privato”. La donna è Muraro. I carabinieri hanno consegnate le trascrizioni ai pm, ritenendole la prova di un rapporto d’amicizia tra i due che avrebbe (è tutto da dimostrare) aiutato l’attuale assessore a ottenere consulenze dall’Ama. Azienda dove Fiscon, dg dal 2013, aveva un ruolo già dal giugno del 1987, come scrive nel suo curriculum, mentre la Muraro inizia le sue consulenze nel 2006.
Intanto il Sindaco Raggi annuncia per oggi l’ennessima nomina dell’ennesimo assessore al Bilancio. Difficile attendere oltre perchè il Comune deve procedere al più presto all’approvazione di un bilancio che ancora nbon è stato neppure delineato.
Sarebbero tre i nominativi cui Virginia Raggi starebbe pensando.  Due sono magistrati contabili: Giovanni Coppola, romano, già responsabile dell’ufficio Affari internazionali della Corte dei conti e Tommaso Viciglione, della sezione regionale della Campania. Mentre per le Partecipate ieri sera circolava il nome di Massimo Colomban, imprenditore veneto.
Infine Marino. I pm Roberto Felici e Pantaleo Polifemo che stanno indagando sull’èex sindaco imputato di falso, peculato e truffa in relazione all’utilizzo della carta di credito del Campidoglio ed al pagamento di consulenze della sua Onlus “Imagine” hanno chiesto una pena di tre anni un mese e 10 giorni. I rappresentanti dell’accusa sono partiti da una pena di quattro anni e otto mesi di reclusione (quattro anni per il caso scontrini, otto mesi per la vicenda Onlus), ridotta di un terzo per la scelta del rito, l’abbreviato, da parte di Marino.