Una scena del film di Rosi

Una scena del film di Rosi

“Fuocoammare è un bellissimo film, ma avrebbe dovuto essere candidato nella categoria dei documentari, dove avrebbe avuto grandi chances di vittoria, mentre tra i film di finzione avremmo potuto candidare “Indivisibili” di Edoardo De Angelis”, così saremmo andati all’Oscar con due titoli forti. Invece, ora rischiamo di depotenziare il cinema italiano”. E’ critico Paolo Sorrentino sulla scelta di candidare all’Oscar quale miglior film in lingua non inglese il documentario di documentario di Gianfranco Rosi ambientato a Lampedusa.
Un docuemntario certamente toccante, dice il regista premio Oscar con “La grande bellezza” intervistato dal Messaggero, ma che non avrebbe le piene potenzialità per imporsi.
“Fuocoammare” racconta, con lo stile asciutto e al tempo stesso poetico del regista, la vita a Lampedusa, l’isola che da anni è in prima linea sul fronte dell’accoglienza ai migranti. Protagonisti sono i suoi abitanti alle prese con l’emergenza che entra prepotentemente nella loro quotidianità: il medico che per primo visita i profughi salvati in mezzo alle onde, i bambini lampedusani che osservano gli adulti e la loro convivenza a volte complessa con i migranti, gli ufficiali di marina che pattugliano il mare.
Nella scelta del candidato italiano, “Fuocoammare” ha avuto come concorrente diretto “Indivisibili”, il nuovo film di Edoardo De Angelis applauditissimo a Venezia alle Giornate degli Autori (sarà nelle sale il 29 settembre). Gli altri film che si erano iscritti alla gara per la candidatura erano “Perfetti sconosciuti”, “Lo chiamavano Jeeg Robot”, “Gli ultimi saranno ultimi”, “Pericle il Nero”, “Suburra”.