Sarebbe stata Hillary Clinton ad assegnarsi il primo dibattito tv con Donald Trump. Almeno secondo la maggior parte degli osservatori e secondo un sondaggio condotto da Cnn/Orc dopo il dibattito:il 62% degli intervistati ha assegnato la vittoria alla Clinton.
Molti i temi affrontati nl corso del dibattito: economia, politica estera, sicurezza, Isis e terrorismo internazionale, rapporti razziali   Il confronto è durato un’ora e mezza durante la quale la democratica e il repubblicano si sono affrontati senza risparmiare attacchi all’avversario. Trump ha sfoderato i temi che notoriamente sostiene e sono nel cuore del suo potenziale elettorato: la fuga di posti di lavoro, la sua provenienza dal business e la sua estraneità dalla politica. Al punto di avere sostenuto che l’ex first lady – oltre a dire che “non ha il fisico“ – ha esperienza ma “è cattiva“.“
Il miliardario, senza la consueta cravatta rossa a favore di una blu Balestra, ha scelto di colpire la rivale cercando di demolire il suo lavoro come Segretario di Stato: dallo scandalo delle email al disastro “creato in Medio Oriente”, fino “al vuoto” dell’amministrazione di Barack Obama che ha steso un tappeto rosso all’ Isis. L’ex first lady, in “total red”, lo ha accusato di avere un rapporto piuttosto “tenue” con la verita’ e di relazioni pericolose con personaggi come il presidente russo Vladimir Putin, “scandalosamente” invitato a scatenare i suo hacker contro di lei.
Trump ha segnato un punto a proprio favore quando ha criticato la rivale democratica per avere cambiato idea sul Tip. Clinton ha guadagnato terreno criticando la carriera imprenditoriale di Trump e ricordando le parole usate dall’imprenditore contro le donne (“scrofe, sciatte e cagne”). Trump ha mosso su tutta la linea e proprio il fatto di avere accusato la rivale così tante volte potrebbe avergli giocato un brutto scherzo sul piano dei consensi. Al punto che l’ex segretario di Stato ha avuto gioco facile a chiedersi: “Ho il sentore che questa notte mi verrà data la colpa per qualsiasi cosa successa”. “Perché no?”, la risposta. Mancano ancora due dibattiti – il 9 e il 19 ottobre – e meno di due mesi per entrare alla Casa Bianca.