Il Salone del ibro di Torino

Si potrebbe dire: fine di un MiTo. La proposta di salvare capra e cavoli nella vicenda dello sdoppiamento del salone internazionale del libro non è passata.
”Purtroppo questa soluzione non è stata accettata. Ci siamo trovati di fronte a molte rigidità delle due città”, ha detto il Ministro Franceschini sceso con il collega Giannini al termine della riunione di un’ora e mezza al Mibact con le due rappresentanze, parlando dell’accordo saltato sul futuro del Salone del libro tra Milano e Torino.
”Lo diciamo con molta amarezza nella consapevolezza di avercela messa tutta. L’Italia perde una grande occasione”, ha aggiunto Franceschini.
“Non c’è stata apertura e noi andiamo avanti. Se si fosse trovato un accordo sarebbe stato meglio per il sistema Paese”. Lo ha detto il sindaco di Torino, Chiara Appendino, uscendo dal tavolo al Mibact. “Il Salone del Libro esiste, ha 30 anni, ed è a Torino. Se l’occasione era fare sistema, farlo accrescere e dare valore aggiunto al Paese, noi c’eravamo” ha sottolineato Appendino, spiegando che i tre punti fondamentali erano “Salone unico, con date uguali e governance unica. Su questo non si è trovato accordo”.
“Questa era una splendida occasione per far si che da una situazione critica si potesse fare una grande operazione culturale. Purtroppo le reciproche rigidità hanno impedito, almeno ad oggi, questo orizzonte”: così il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, uscendo dal lungo incontro di oggi al Mibact dove non è stato trovato un accordo fra Torino e Milano per il Salone del libro come evento unico nelle due città e nelle stesse date, con un’unica governance. “L’intento – ha spiegato il ministro – del governo e dei nostri due ministeri era quello di rilanciare una grande operazione culturale e nazionale. Non vi sfugge che Mibact e Miur hanno insistito in questi due anni e mezzo sul tema della lettura come una chiave centrale in un paese in cui la metà degli italiani legge meno di un libro all’anno partendo dalle scuole ma estendendo poi il discorso con il Centro del Libro a tutta la popolazione”.
Federico Motta, presidente dell’Aie (Associazione Italiana Editori), ha posto il veto sulla partecipazione degli editori al Salone del Libro di Torino. Uno strappo evidente, senza precedenti, che fa naufragare completamente qualsiasi progetto di collaborazione tra la Fondazione del libro di Torino e la Fabbrica del Libro milanese.
Le manifestazioni resteranno due, una in Piemonte e l’altra in Lombardia e si svolgeranno in date quasi concomitanti. Due saloni dimezzati, dunque.