Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio

Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio

Potrebbe essere già in fase discendente la parabola di Luigi Di Maio, il giovane vicepresidente della Camera tra i leader del Movimento 5Stelle. Accusato di essere responsabile del pasticciaccio raggi al Comune di Roma, adesso pare in procinto di essere scaricato dai suoi.
Ha iniziato il compagno di partito e concorrente diretto Alessandro Di Battista. Intervistato a Otto e mezzo da Lilli Gruber, non ha risparmiato critiche a Virginia Raggi e alla gestione del caos romano: “Oggi la Raggi è del tutto autonoma, oneri e onori. – ha detto – Per me amministrare Roma è più difficile di fare il presidente del Consiglio. Io ho dei dati sconvolgenti sullo stato della Capitale”.
“Abbiamo fatto degli errori, soprattutto all’inizio – ammette -. Quando c’è una grande voglia di interagire e di dare una mano si possono commettere errori. Comunque non mi sembra una cosa drammatica il fatto che possa cambiare un assessore”.
Quindi su Di Maio, da sempre candidato premier dei grillini, dice: “”Il candidato premier lo decidono gli iscritti. Io credo che Luigi abbia delle qualità come candidato premier che io personalmente non ho. Per esempio quella di gestione, in maniera anche corale, di una serie di dinamiche”
Ma non è solo Di Battista ad avercela con Di Maio. Tanto che lo stesso parlamentare sospetta che dentro al movimento sia in atto un vero e proprio complotto ai suoi danni. Non che non ci abbia messo di suo: dalla vicenda Raggi-Muraro fino all’ultima gaffe di “Renzi come Pinochet in Venezuela” dove come minimo ha confuso il Cile col Venezuela. Ma lui adesso sospetta che ci sia una regia per farlo fuori. E che si stia muovendo anche a costo di danneggiare l’intero movimento.
Sembra poi che sia in atto una contesa tra le due anime pentastellate: quella “democristiana” e più tranquillizzante rappresentata, appunto, da Di Maio, e quella barricadera, giustizialista e manettara vicina alle Procure. E che questa stia cercando di far saltare il banco per recuperare l’anima originaria del movimento.