Ha ucciso il padre a coltellate e poi, dopo aver realizzato quello che era accaduto, è sceso in strada ancora sporco di sangue e ha fermato una pattuglia della polizia confessando di aver commesso l’omicidio. Tragedia familiare nel pomeriggio in via Vitelleschi, a pochi metri da piazza Risorgimento e dalla basilica di San Pietro. Protagonista un 32enne italiano che abitava con il genitore in uno dei quartieri ‘benè della Capitale. «Ho appena ucciso mio padre» ha detto a una pattuglia della polizia impegnata in attività di controllo sul territorio in via Crescenzio. La polizia si è subito recata nell’abitazione e gli agenti hanno trovato il corpo senza vita del padre, di 66 anni. Era vestito e disteso sul letto nella camera da letto. «Non so cosa mi sia successo. È stato un raptus» si è giustificato il ragazzo. Fermato, il 32enne è stato accompagnato negli uffici di polizia.

A quanto ricostruito finora ha colpito più volte il padre 66enne poi, quando ha realizzato cosa era accaduto, avrebbe anche cercato inutilmente di soccorrerlo. L’omicidio, stando al suo racconto, si sarebbe consumato circa 2 ore prima di quando è sceso in strada. Ancora da chiarire se prima ci sia stata una lite tra i due o se, al contrario, l’uomo sia stato ucciso mentre dormiva. – Sarà l’autopsia a chiarire se la vittima abbia tentato di difendersi o sia stata sorpresa nel sonno. Sulla vicenda sono in corso indagini del commissariato Borgo. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e il movente dell’omicidio. In queste ore si scava nella vita del 32enne e del padre per chiarire se recentemente o in passato ci siano stati dei dissidi tra i due o altri tipi di problemi. Verranno ascoltati parenti e amici. Al vaglio anche eventuali testimonianze di abitanti del palazzo che oggi potrebbero aver sentito urla e litigi.