Maurizio Belpietro

Maurizio Belpietro

L’appuntamento in edicola è per martedì 20 settembre. Sarà quello il giorno del debutto de “La Verità” il nuovo quotidiano di Maurizio Belpietro, già direttore de Il Giornale e firma di Libero.
Una nuova testata che quarda all’elettorato moderato e di Centrodestra e che, nell’intendo del direttore, non farà sconti al governo Renzi.
E proprio dal giornale attualmente diretto da Vittorilo Feltrir arriveramno alcune forme eccellenti. Oltre a Belpietro, faranno infatti parte della squadra anche Mario Giordano e Giampaolo Pansa. Mentre Francesco Borgonovo dovrebbe essere vice direttore.
Il giornale, il cui amministratore delegato sarà Enrico Scio, avrà sede a Milano, in viale Lunigiana e della raccolta pubblicitaria si occuperà la FullPlan.
“La Verità”, una denominazione che equivale alla traduzione del russo “Pravda” sarà un giornale snello, una ventina di pagine in formato tabloid, con servizi battaglieri. La tiratura iniziale è prevista in 200mila copie.
Resta il problema dei finanziatori.
Inizialmente della partita avrebbe dovuto essere Fabio Franceschi, il proprietario di Grafica Veneta di Trebaseleghe nel Padovano. Uno dei maggiori stampatori italiani, quello, per intenderci, che stampa le centinaia di migliaia di copie dei libri di Harry Potter. Franceschi avrebbe dovuto metterci il capitale e la stampa. Ma poi il feeling si è interrotto e Franceschi si è ritirato. Il motivo: secondo indiscrezioni la linea troppo atigovernativa del nuovo quotidiano. Un rischio nell’Italia renziana.
«Per fondare questo giornale ho parlato con moltissimi imprenditori, anche veneti – è la lettura che invece dà Belpietro – ed è del tutto normale che con qualcuno si trovino piani di consenso e con altri no. Con Franceschi non c’è stato alcun attrito particolare e non direi che per forza nel nostro Dna ci debba essere un’ opposizione pregiudiziale al Governo. Quello che voglio fare è un giornale indipendente e questo lo sarà del tutto. Avrò modo di chiarirlo nelle presentazioni che ci saranno presto in più di una città veneta».