Operazioni di soccorso ad Amatrice

Ad Amatrice e nelle altre località del Lazio, delle Marche, dell’Abruzzo e dell’Umbria colpite dal sisma è trascorsa la prima notte. E sono proseguite per utta la notte le ricerche di superstiti e vittime. Vittime il cui numero è ancora aumentato. Sono ora 247. E tra loro molti sono i bambini.
Il numero più alto di morti in provincia di Rieti. Solo questa notte vi sono state altre 60 scosse, la più forte del 4,5 alle 5.17.  E ora si teme che il numero delle vittime possa superare quello del tragico terremoto dell’Aquila del 2009.

I soccorsi sono scattati subito dopo la prima scossa e al momento impegnano oltre 4000 uomini e donne della Protezione civile, coadiuvati da forze dell’ordine, militari del Genio partiti da Roma, volontari giunti da diverse zone dell’Italia dove è scattata subito la solidarietà e l’impegno a portare aiuto alla popolazione colpita così duramente dal terremoto. Mentre si scava freneticamente tra le macerie, anche a mani nude, cercando ancora eventuali superstiti, decine e decine di soccorritori sono impegnati a portare vestiti, cibo, generi di prima necessità e ricovero agli oltre 2500 sfollati. Tendopoli sono state erette ad Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto, mentre tutti gli ospedali del Lazio, delle Marche e dell’Abruzzo sono in piena attività per curare i feriti, essendo totalmente inagibili i nosocomi delle cittadine devastate dal terremoto.

Oggi il governo stanzierà i primi 50 milioni di euro, sono l’inizio di una serie di fondi che serviranno prima a dare sicurezza e protezione agli sfollati e che poi, man mano, dovranno servire a ricostruire, a far rinascere le cittadine distrutte, a far riprendere le attività lavorative, a riaprire le scuole. Renzi ha promesso: “Non lasceremo soli nessuno”, durante la sua visita ieri ad Amatrice. E dalle parole oggi il governo dovrebbe passare ai primi fatti concreti, quelli successivi ai soccorsi scattati subito, nonostante ci siano state polemiche, subito rientrate.