opere-pubbliche-1Il nuovo Codice per gli appalti pubblici rischia di ”bloccare la ripresa del Paese e temiano che peggiorerà ulteriormente entro la fine anno”. Il vicepresidente dell’Ance con delega alle opere pubbliche, Edoardo Bianchi, lo spiega all’Adnkronos.
”E’ ovvio che per far ripartire il Pil è essenziale far ripartire gli appalti pubblici, -spiega Bianchi- ma in realtà c’è un blocco dei bandi gara imputabile alle stazioni appaltanti che si sono messe di traverso. Il nuovo codice degli appalti in realtà ha semplificato molto le procedure per quelli compresi tra zero e 1 milione di euro, che in realtà sono l’84% dei bandi di gara pubblici. In questo caso non capiamo perchè non si facciano le gare. Il problema è gestionale e politico e può essere risolto solo attraverso la Conferenza Stato Regioni”.
Altra cosa, invece, sono gli appalti oltre 1 milione di euro. ”Per quelli, invece, il Codice prevede che al progetto esecutivo vince chi introduce migliorie -continua Bianchi-. Ora se dobbiamo fare la manutenzione di una strada è difficile introdurre migliorie. Questo finisce per ingessare il sistema perchè un Comune dovrà verificare tutti i progetti e le migliorie introdotte prima di assegnare l’appalto. Quindi ci sarà un blocco delle aggiudicazioni. Come Ance, quindi, chiediamo di introdurre le migliorie al progetto solo dagli appalti dai cinque milioni in sù”.
Infine Bianchi, è convinto della necessità di modificare anche i criteri di qualificazione delle imprese: ”Il Codice di fatto privilegia le imprese finanziarizzate invece dell’aspetto esecutivo. Non si premia chi sa fare ma solo chi ha i capitali”.