Vincenzo Consoli

Vincenzo Consoli

La Guardia di Finanza ha arrestato l’ex amministratore delegato di Veneto Banca, Vincenzo Consoli, e ha sequestrato in via preventiva decine di milioni di euro nei confronti di persone legate alla stessa banca. Al banchiere, ora ai domiciliari, sono stati sequestrati 1,8 milioni di euro. I provvedimenti, eseguiti da un centinaio di finanzieri che hanno compiuto anche svariate perquisizioni, sono stati emessi dalla procura di Roma. I reati contestati sono aggiotaggio ed ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. Il periodo al centro dell’indagine riguarda il biennio il 2013/2014.
La banca, passata sotto il controllo del fondo Atlante dopo il flop dell’ultimo aumento di capitale, era stato oggetto di perquisizioni oltre un anno fa: pur non essendo quotata, rientrava tra le banche – con azioni diffuse tra il pubblico in misura rilevante – che avrebbero dovuto adeguarsi al decreto del gennaio 2015 che riguardava il progetto di trasformazione in Spa delle banche popolari. Secondo le indagini della Procura di Roma e della Guardia di Finanza, le condotte degli ex vertici di Veneto Banca, con prestiti baciati e parcheggi di titoli, hanno determinato “l’annacquamento” del patrimonio di vigilanza della banca, che, secondo le regole della Banca d’Italia, avrebbe dovuto essere rettificato in modo da evidenziare il suo valore reale, indicando il vero ammontare dei prestiti ancora effettivamente riscuotibili. Invece, nelle segnalazioni periodiche a Bankitalia – si legge in una nota della Gdf – Veneto Banca ha continuato ad indicare un valore del patrimonio di vigilanza sovrastimato rispetto a quello effettivo, mascherandone la reale consistenza.