donald-trumpDonald Trump è stato ufficialmente scelto per rapprensentare i repubblicani,  il Grand old party, alle elezioni presidenziali americane del prossimo novembre. Con l’incoronazione del magnate newyorchese, è terminato un lungo anno di scontri politici nel partito. Il movimento “Never Trump”, che dall’interno dell’establishment del Gop ha tentato fino all’ultimo di mettergli i bastoni tra le ruote, non è riuscito a fermarlo così come non ce l’avevano fatta i 16 rivali che avevano aspirato alla nomination.
Il secondo giorno della convention repubblicana a Cleveland, Ohio, è entrato nel vivo quando Paul Ryan, speaker della Camera e massima carica istituzionale del partito, ha annunciato la nomination di Trump con 1.725 delegati conquistati. Lo speaker repubblicano alla Camera ha poi aggiunto: “La prossima volta che ci sarà il discorso sullo stato dell’Unione non so dove saranno Joe Biden e Barack Obama. Ma troverete me lì, sullo scranno della Camera, col vicepresidente Mike Pence (attuale governatore dell’Indiana, ndr) e il presidente Donald Trump”.
“Sono il figlio di un grande uomo”: ha esordito così sul palco di Cleveland Donald Trump Jr, primogenito del candidato alla presidenza. Per Donald Trump, dice, “la parola ‘impossibile’ costituisce solo il punto di partenza”.
Attacco frontale di Chris Christie a Hillary Clinton: il governatore del New Jersey è salito sul palco della convention e ha arringato la platea sollecitando e ottenendo cori da stadio quando ha chiesto, elencando una a una le presunte responsabilità della ex segretario di Stato, se è “colpevole o non colpevole”. La platea ha risposto all’unisono e in tono crescente: “Colpevole”.