sabitaAumenta il numero e la qualità delle prestazioni che la sanità pubblica offrirà ai cittadini. E’ quanto prevede l’aggiornamento dei nuovi Lea (Livelli essenziali d’assistenza) presentato oggi dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Tante le novità: dalla revisione dell’elenco delle malattie rare, all’atteso nuovo nomenclatore per l’assistenza protesica (fermo dal 1999); vengono introdotti nuovi vaccini e l’estensione dei destinatari; previsto l’inserimento dell’endometriosi nell’elenco delle patologie croniche ed invalidanti; la celiachia diventa una malattia cronica; più attenzione alla qualità dell’assistenza dei disturbi dello spettro autistico; tutte le prestazioni che riguardano l’eterologa sono a carico del Ssn, sino ad oggi erano erogate solo in regime di ricovero. Per i nuovi Lea sono stati destinati 800 mln di euro: 600mln per l’assistenza distrettuale (380mln per la specialistica e 153 mln per le protesi), 220 mln per la prevenzione sanitaria (vaccini).

“Abbiamo avuto il consenso informale del Mef sui nuovi Lea, aspettiamo a ore la nota ufficiale”, ha spiegato la Lorenzin, ricordando che il documento dovrà poi passare al vaglio delle commissioni competenti di Camera e Senato. “Si apre una nuova stagione. Alcune Regioni già erogavano alcune delle nuove prestazioni. Con i Lea aggiornati saranno garantite su tutto il territorio nazionale”, ha sottolineato il ministro durante la conferenza stampa indetta con la Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), con la quale ha condiviso le nuove indicazioni sull’appropriatezza delle prescrizioni che sono contenute nei Lea e che superano il criticato decreto sul tema, che molte polemiche aveva suscitato fra i camici bianchi per la possibilità di sanzioni.

Secondo il segretario nazionale della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo: “Bene i nuovi Lea che garantiscono più diritti esigibili agli assistiti, ma affinché siano anche fruibili per tutti occorre fermare la deriva del definanziamento e riorganizzare la nostra sanità per garantire continuità assistenziale e liste d’attesa più snelle”.