Kamikaze libico: presto arriveremo a Roma

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ISIS-LIBIA-EUROPA“Io difendo la mia religione, il mio popolo: presto tutta l’Europa sarà musulmana, presto arriveremo a Roma”, parola di un kamikaze mancato. Mancato, perché è stato arrestato appena in tempo dai servizi segreti libici, a Tripoli, prima che potesse entrare in azione. Mahmud Ibrahim, questo il suo nome, aveva nel mirino, per conto dell’Isis, il generale italiano Paolo Serra e il premier libico Sarraj. “Perché pentito?” chiede al suo interlocutore nel faccia a faccia che ha avuto con Il Corriere della Sera nella prigione segreta.
“Presto arriveremo a Roma, la città simbolo dell’Occidente infedele. E da lì prenderemo tutta Europa, dalla Libia è facile”, continua a minacciare Mahmud Ibrahim. Che rivela dalla sua cella: “Avrei dovuto eliminare Serra (il generale italiano, consigliere militare dell’inviato Onu in Libia, Martin Kobler, ndr), Kobler e Sarraj (il premier del governo libico di accordo nazionale, ndr) con i miei due fratelli. C’eravamo quasi riusciti, era tutto pronto. Lo faranno altri al posto mio”.
A fermare il piano della strage i servizi segreti libici, impegnati in una battaglia senza esclusione di colpi contro l’Isis.

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