ebookNegli Stati Uniti l’ebook è sempre più in crisi. Le vendite, in calo già da tempo, sono in continua flessione. E il lettore medio spende sempre meno nel libro digitale.
Nel 2015 le vendite di ebook negli Usa, secondo l’Associazione degli editori, sono diminuite dell’11% mentre il prezzo medio a copia delle novità di autori famosi (le ristampe sono ancora più in crisi) è passato da 10,31 a 8,7 dollari.
Ma le vendite sono in diminuzione non soltanto negli Stati Uniti. Per esempio in Germania sono calate del 5,9%, del 5 in Olanda e del 4 in Brasile.
Uno dei motivi di questa situazione è determinato dalla politica dei prezzi attuata dagli editori soprattutto per le pressioni dei distributori, Amazon primo tra tutti. Le piattaforme di distribuzione di libri digitali in tutto il mondo hanno attuato la politica dei peezzi sempre più bassi per invogliare gli acquisti. Non solo Amazon l’ha promossa per lanciare le vendite del suo ereader Kindle, ma anche altri. In Italia, per esempio, è quello che ha sempre predicato e predica Simplicissimus.
Tutto questo ha però determinato nei lettori la convinzione che l’ebook debba costare poco, possibilmente sempre meno. Ma questo si scontra con gli interessi di editori ed autori che alla fine sono le vittime dei monopoli attuati dai colossi della distribuzione.
In sostanza si è verificato quello che alcuni avevano ipotizzato: l’ebook non è importante per se stesso, in quanto opera dell’ingegno con un proprio valore intrinseco, ma in quanto mezzo per vendere  gli indispensabili lettori sui quali Amazon e pochissimi altri hanno fatto business.
Quando il mercato degli ereader sarà maturo le cose potranno cambiare? Difficile dirlo. Perchè l’interesse verso un prodotto è sempre legato alla sua capacità di generare profitti e perchè gli editori possano investire nell’ebook dovranno avere un mercato promettente che sappia riconoscere anche al libro digitale il giusto valore che un’opera letteraria merita.

 

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