L'esterno del locale della strage

L’esterno del locale della strage

L’isis mette il proprio marchio sulla più grande strage avvenuta negli Usa dopo quella di New York dell’11 settembre. “Era un nostro combattente”, ha detto molto ore dopo i fatti una fonte attribuibile al Califfato silamico e riferita a Omar Seddique Mateen, il killer della strage di Orlando. Il giovane aveva 29 anni e lavorava come guardia privata per la sicurezza. Era stato sposato e aveva un figlio di tre anni.Viveva a Fort Pierce, il capoluogo della contea di St. Lucie, in Florida. Secondo quanto ha reso noto la polizia di Orlando, il 29enne aveva acquistato legalmente appena pochi giorni fa due armi da fuoco: una pistola e un fucile.
Mateen aveva i genitori di origine afghana. Secondo il padre, Omar odiava gli omosessuali: “La religione non c’entra: mio figlio è rimasto turbato dopo aver visto due uomini baciarsi a Miami”. Omar era già noto all’Fbi: era tra le cento persone sospettate di essere simpatizzanti dell’Isis: è quanto afferma la Cnn.

Nella sparatoria di sabato al Pulse, il locale gay più famoso della Florida dove era in corso una serata di musica latinoamericana, sono morte 50 persone mentre altre 53 sono rimaste ferite alcune in moo molto grave.
Omar è entrato e ha cominciato a sparare all’impazzata. I testimoni raccontano di scene di terrore con la gente che urlava e il fuggi fuggi generale. Il killer impugnava un fucile d’assalto e una pistola, e portava con sé un ordigno. Un secondo congegno esplosivo sarebbe stato ritrovato nell’auto dell’uomo. La sparatoria, iniziata all’interno del locale, sarebbe poi continuata fuori, quando una guardia che lavorava nel club ha tentato di affrontare l’aggressore. Quest’ultimo si è ritirato nel retro e ha ripreso a sparare prendendo degli ostaggi. La polizia ha quindi deciso di intervenire ricorrendo a delle “esplosioni controllate” per farsi largo. Almeno nove agenti hanno preso parte all’operazione che è terminata con la morte del killer.

In serata è arrivata un’altra notizia da Los Angeles, dove un uomo armato fino ai denti con fucili stile militare ed esplosivi è stato arrestato a Santa Monica, mentre era diretto al Gay Pride. Per gli investigatori non ci sarebbe alcun legame con la strage di Orlando.