Rodrigo-Duterte_MILIMA20160510_0006_11Frase choc di Rodrigo Duterte, il neo presidente delle Filippine soprannominato il “giustiziere”, che suggerisce che anche i giornalisti corrotti possano essere l’obiettivo degli “squadroni della morte” con cui ha promesso nella campagna elettorale di “ripulire” il Paese. “Solo perché siete giornalisti non siete protetti dagli assassinii se siete figli di…. – ha detto durante una conferenza stampa a Davao – C’è ancora corruzione tra di voi, se siete invece bravi giornalisti nessuno vi toccherà specialmente se quello che scrivete è vero”.

Un giornalista è stato ucciso nei giorni scorsi a Manila, aggiungendo così un altro nome alla lunga lista di delitti insoluti a carico di rappresentanti dei media nelle Filippine. Alex Balcoba aveva 56 anni ed e’ stato attaccato mentre camminava per strada, nei pressi di un negozio di orologi di cui la sua famiglia era proprietaria. Due uomini su una moto si sono avvicinati a lui, gli hanno sparato e sono poi fuggiti. A nulla e’ valsa la corsa verso l’ospedale dove Balcoba e’ arrivato gia’ morto. Il giornalista si occupava di cronaca per un piccolo ma conosciuto giornale, il “People’s Brigada”, e si e’ occupato in particolare di cronaca. Dal 1990 si occupava di vicende inerenti alla polizia di Manila.

Balcoba e’ il secondo giornalista ucciso nelle Filippine quest’anno, e il 34 esimo dal 2010, anno in cui salì al potere Benigno Aquino. Il problema e’ che questi omicidi godono di totale immunita’, e non si riesce mai a risalire al colpevole. Le Filippine sono uno dei paesi piu’ pericolosi per i giornalisti.