Vincenzo Boccia

Vincenzo Boccia

Vincenzo Boccia è il nuovo presidente di Confindustria. E’ stato eletto dall’assemblea privata dell’associazione degli industriali che questa mattina si riunirtà in seduta pubblica.
E’ stato così confermato il voto di designazione dello scorso 31 marzo in Consiglio generale. L’elezione è stata salutata dalla platea di industriali con un lunghissimo applauso.
Il voto dell’assemblea privata di Confindustria ha chiuso il lungo iter per l’elezione del leader di Confindustria eleggendo per i prossimi quattro anni l’industriale salernitano. Al secondo e definitivo ‘voto”, dopo la designazione del 31 marzo in consiglio generale, Boccia ampia il sostegno ottenuto in una Confindustria che era apparsa spaccata: è stato eletto in un Auditorium della Tecnica (che riapre dopo i lavori per un completo rinnovamento) con tutti i circa 1.200 posti occupati e molti industriali che hanno assistito all’assemblea in piedi.
Non sono in ogni caso mancati le schede bianche (305), i voti contrari (132) e le schede non consegnate (16) su 1369 voti rappresentati in assemblea (su 1414 voti assembleari). 914 i voti a favore.

Le riforme “sono la strada obbligata per liberare il Paese dai veti delle minoranze e dai particolarismi, che hanno contribuito a soffocarlo nell’immobilismo”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia all’assemblea annuale, spiegando che le riforme “non hanno un nome, ma un oggetto. Non conta chi le fa, ma come sono fatte. E – ha detto a nome degli imprenditori – se noi le condividiamo, le sosteniamo”. Boccia ha proseguito affermando che “le riforme non sono patrimonio dei partiti, ma di tutti i cittadini. E quindi anche nostro. Appartengono alla nostra storia di Confindustria fin dagli anni Novanta”. Le riforme, ha aggiunto Boccia, “possono inaugurare una grande stagione della responsabilità, nella quale chi governa sceglie e prende decisioni e il consenso si misura sui risultati”.
“Non vogliamo giocare al ribasso: vogliamo una più alta produttività per pagare più alti salari”. ha proseguito il neopresidente di Confindustria. “Gli aumenti retributivi devono corrispondere ad aumenti di produttività. Con i profitti al minimo storico, lo scambio salario/produttività è l’unico praticabile. Perciò serve una politica di detassazione e decontribuzione strutturale Le relazioni industriali devono contribuire in maniera decisiva alla crescita della ricchezza e del benessere delle imprese e delle persone. Devono diventare rapporti tra soggetti consapevoli che condividono gli obiettivi di sviluppo aziendale”.
Quindi Boccia ha sottolineato l’esigenza di meno tasse sul lavoro e più sulle cose  “Chiediamo di spostare il carico fiscale, alleggerendo quello sul lavoro e sulle imprese e aumentando quello sulle cose”:  e’ l’invito rivolto alle istituzioni da Boccia .”Le risorse derivanti dalla revisione delle ‘tax-expenditures’ e dalla diminuzione dell’evasione devono andare all’abbattimento delle aliquote fiscali. Percio’ l’evasione va monitorata attentamente”.