Federico Motta, Presidente dell'AIE

Federico Motta, Presidente dell’AIE

Il mondo del libro dovrebbe ricevere la stessa attenzione di cui godono altri settori della cultura. Un impegno che non si dovrebbe tradurre soltanto nell’erogazione di maggiori fondi, ma in un interesse per “tutta la filiera” alla quale “basterebbe un decimo delle risorse che ricevono altri settori della cultura”. Lo dice Federico Motta, presidente dell’Aie, l’Associazione Italiana Editori, in vista della 29esima edizione del Salone del Libro di Torino, aperta oggi.
La manifestazione, alla quale partecipano oltre 1.000 editori, con 70 new entry, ha come protagonista la letteratura e la cultura araba, dal Marocco all’Iraq.
“Vorremmo -spiega Motta- che il libro fosse sostenuto in quanto settore, comparto. Siccome siamo l’unica categoria che non riceve alcun contributo, vorremmo che l’interesse fosse in termini non tanto di denaro ma di sforzo, di energie da dedicare al nostro mondo. Vorremmo che ci fosse un importante cambiamento anche in questo senso”. Tra i generi che ‘tirano’ di più il mercato, e che potrebbero essere ‘premiati’ anche al Salone, Motta ricorda in modo particolare “l’editoria per ragazzi che si trova in un periodo di grande vivacità. Poiché il Salone è visitato in buona parte da ragazzi, speriamo che questo trend venga rappresentato anche a Torino”. Quanto, però, al successo finale della manifestazione Motta spiega: “Noi presentiamo i libri e gli autori, siamo il contenuto del Salone. Il successo dipende da tante altre cose: speriamo che l”organizzazione abbia lavorato nel migliore dei modi”.
Soffermandosi sull’inversione di tendenza che ha fatto registrare il mercato in questi ultimi mesi, il presidente dell’Aie sottolinea che “nel 2015, dopo alcuni anni in cui ci sono stati dei segni meno, il mercato ha fatto registrare un segno più: questo è un momento positivo”. Per Motta ci sono tanti altri indicatori che fanno ben sperare: “Per esempio, i l completo rovesciamento, negli Stati Uniti, del consumo dei libri di carta rispetto al digitale. Si sono consumati più libri di carta rispetto agli ebook. E questo è un segnale che ancora dobbiamo capire ma è importante”. “La nostra aspettativa – aggiunge Motta – è di poter continuare a fare il nostro mestiere nel migliore dei modi. Ci piacerebbe farlo in un contesto più semplice rispetto a quello che abbiamo con dei supporti migliori rispetto a quelli di cui disponiamo e con una chiarezza maggiore in merito agli investimenti istituzionali nel campo della lettura”.