Giuseppe Sala

Giuseppe Sala

Giuseppe Sala non è nè candidabile, nè eleggibile a Sindaco di Milano in quanto non si sarebbe ancora dimesso da  commissario di Expo2015.
E’ quanto emerge da due servizi pubblicati da Panorama e dal Fatto Quotidiano.
Secondo Panorama, le dimissioni di Sala non sono mai state protocollate e il candidato del centrosinistra risulta essersi dimesso solo da amministratore delegato della società Expo, atto annunciato il 18 dicembre 2015 e ratificato due mesi dopo, a campagna elettorale già in corso. Secondo lo staff di Sala, interpellato da Panorama, le dimissioni “inviate al cda di Expo lo hanno fatto automaticamente decadere anche da commissario”.
In merito alle anticipazioni del settimanale, fonti di Palazzo Chigi sottolineano come la lettera di dimissioni sia stata inviata il 15 gennaio 2016 e protocollata dalla presidenza del consiglio il 18 gennaio 2016. Come è noto, sostengono le stesse fonti, in questi casi un atto formale di dimissioni è già pienamente efficace e non occorre alcun adempimento.
Il Fatto Quotidiano ha però trovato un documento, pubblicato nel giornale in edicola, che contraddice l’abbandono da parte di Sala del ruolo di commissario: è il rendiconto dell’esercizio Expo 2015, firmato da Sala proprio come commissario di governo, il 3 febbraio 2016. Due settimane dopo la data indicata da Palazzo Chigi come quella delle dimissioni.
Secondo quanto risulta a Panorama poi in base alla giurisprudenza le due cariche non cessano assieme. Al contrario, la volontà di terminare l’incarico commissariale andrebbe comunicata al governo e dovrebbe comunque seguire un “atto di pari efficacia costituzionale” rispetto a quello d’incarico: poiché Sala è stato nominato da un decreto del presidente del Consiglio, un altro decreto avrebbe dovuto notificare l’accettazione delle dimissioni, nominando contestualmente un nuovo commissario oppure sopprimere la carica. Ma Panorama non ha trovato traccia di questo decreto. Per firmare questo decreto, inoltre, il premier Matteo Renzi aveva tempo solo fino alla data di presentazione delle candidature, l’8 maggio. Qualsiasi mossa successiva, o incompleta, scrive Panorama, sancirebbe l’ineleggibilità dell’ex numero uno di Expo. E dunque, in base alla legge Severino, la sua automatica incandidabilità.