renzi-napolitano-quirinalePiù attivo che mai Giorgio Napolitano in un’intervista al Corriere della Sera presta un nuovo assist al governo facendo propaganda per il Sì al referendum istituzionale sulla riforma Boschi.
La vittoria del No, dice l’ex presidente, comporterebbe la sepoltura dell’idea stessa di riforma costituzionale.E a proposito di quanti sostengono il No dice:  «Vedo tre diverse attitudini. Quella conservatrice: la Costituzione è intoccabile, non c’è urgenza ne bisogno di rivederla. Quella politica e strumentale: si colpisce la riforma per colpire Renzi. E quella dottrinaria “perfezionista”. Dubito molto che tutti i 56 costituzionalisti e giuristi che hanno firmato il manifesto contro siano d’accordo su come si sarebbe dovuta fare la riforma. Ma questa è una posizione insostenibile: perché il No comporterebbe la paralisi definitiva, la sepoltura dell’idea di revisione della Costituzione».
Tuttavia ammette: «Non bisogna fare di ogni erba un fascio tra coloro che esprimono riserve, fanno valutaziom contrarie, fanno campagna per il No. Occorre rispetto per le riserve; per quanto se ne siano espresse in Parlamento con grande abbondanza. Non dimentichiamo quanto tempo è stata discussa dalle Camere la legge di riforma, quante consultazioni sono state fatte con l’estemo, quanti emendamenti sono stati avanzati, sia pure spesso per ostruzionismo. Occorre rispetto per chi obietta che ci sono elementi non ben risolti: del testo approvato si continuerà a discutere. Una volta confermata la legge, bisognerà mettersi al lavoro per costruire davvero questo nuovo Senato, e trarre dall’esperienza ogni possibile conseguenza».
Ora chissà se l’assist di Napolitano servirà a sovvertire i sondaggi sul referendum che sono per una prevalenza del No?
Infatti secondo Euromedia Research il fronte del “no” alle riforme sarebbe in vantaggio. Il 52 per cento degli intervistati ha detto infatti di essere intenzionato a esprimersi contro il ddl Boschi, mentre solo il 48 per cento è a favore. Nel sondaggio del 18 aprile, i numeri davano il sì al 51,9 per cento, mentre i no al 48,1 %.