PRONTA LA MAPPA GENETICA DEL VIRUS EBOLAOggi in Italia il 70% dei pazienti che riceve una diagnosi di cancro riesce a sconfiggere il male. E’ quanto afferma l’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), precisando che la percentuale di guarigioni è aumentata del 15% negli ultimi dieci anni. Le percentuali sono ancora maggiori per i due tumori più diffusi, con quello della mammella che ha tassi di guarigione del 91%, mentre quello del seno sono pari all’87%.
“Nel 2015 sono stati stimati 363mila nuovi casi di cancro nel Paese – ha spiegato Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom – e possiamo dire che molto più di metà andrà incontro a guarigione”. Al momento in Italia tre milioni di persone vivono con una diagnosi di tumore, mentre due milioni possono affermare di aver sconfitto la malattia.
A fare meno paura sono anche il tumore del colon retto, con un tasso di sopravvivenza del 64% per gli uomini e del 63% per le donne. Non migliora invece la sopravvivenza per il tumore del polmone, 14% per gli uomini e 18% per le donne, e del pancreas, 7% per gli uomini e 9% per le donne. Il tumore più frequente in entrambi i sessi è proprio quello del colon retto, con quasi 52mila diagnosi stimate, seguito da mammella (48mila), polmone (41mila), prostata e vescica.
Secondo gli ultimi dati disponibili, il tumore che fa registrare il maggior numero di decessi è quello al polmone (33.538), seguito da colon-retto (19.202), seno (12.004), pancreas (10.722), stomaco (10mila) e prostata (7.282).
Nonostante gli ottimi risultati sul fronte della sopravvivenza i tumori alla mammella restano quelli che uccidono di più le donne, per effetto dell’alta incidenza. Tra gli uomini è invece il tumore del polmone è quello che uccide di più in tutte le fasce di età, e rappresenta il 15% dei decessi fino ai 49 anni, il 30% tra 50 e 69 anni e il 27% tra gli over 70. Per le donne il cancro al seno rappresenta il 29% dei decessi oncologici tra le giovani, il 23% tra le adulte e il 16% tra le over 70.
Ma se sul fronte delle cure ci sono grandi passi avanti, sottolineano gli esperti, su quello della prevenzione c’è ancora molto da fare. Il 40% dei casi potrebbe infatti essere evitato con una maggiore prevenzione, dallo stop al fumo a una dieta corretta a una maggiore diffusione della vaccinazione per l’Hpv.