agenzia-entrate18413Poche settimane fa Rossella Orlandi avvertiva gli italiani: «Chi non collabora conoscerà il lato oscuro dell’accertamento». Ma a scorrere l’ultima circolare diffusa ieri e firmata dal numero uno dell’Agenzia sembra un secolo fa. Stop alla caccia all’errore involontario e ai recuperi solo formali o per importi esigui e lotta senza quartiere alle forme di evasione più grave e alle frodi anche a livello internazionale. Questi i principi cardine del programma fissato da lady fisco, con l’obiettivo di ridurre il «tax gap», migliorare la qualità dell’accertamento e ridurre l’invasività dei controlli. Peccato, però, che nello stesso giorno divampa una rissa in piena regola tra la stessa Orlandi e Striscia la Notizia, con reciproci annunci di querele e controquerele.

Ma torniamo alla rivoluzione promessa dalla circolare. L’intento è dare una svolta ai rapporti fisco-contribuente. E si cambia a partire proprio da quelle che vengono percepite come piccole, fastidiosissime, vessazioni quotidiane: per esempio i controlli che non si effettueranno più su somme minime (l’importo verrà stabilito in base alle situazioni). Il tutto secondo una linea precisa: «Evitare che comportamenti superficiali, arroganti o vessatori portino ulteriore legna al fuoco dell’evasione».

Oltre al capitolo controlli, la circolare prevede che le presunzioni fissate dalla legge a salvaguardia della pretesa erariale (come gli studi di settore) saranno applicate secondo criteri di proporzionalità ragionevolezza, grazie alla collaborazione del contribuente che potrà dimostrare e giustificare eventuali anomalie. Non solo. L’Agenzia sarà impegnata a stipulare con le imprese, in determinati ambiti, accordi preventivi per regolare in anticipo il trattamento fiscale di alcune operazioni, implementerà la cooperative compliance , porterà avanti anche la gestione e la lavorazione delle istanze della voluntary disclosure.

Nell’ottica di un progressivo miglioramento dei rapporti con i contribuenti e in linea con le indicazioni Ocse, l’Agenzia proseguirà il percorso intrapreso lo scorso anno nel contrasto all’evasione, mettendo a disposizione dei contribuenti nelle comunicazioni inviate, gli elementi di cui è in possesso con l’obiettivo di favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi tributari. In questo senso si annuncia anche il debutto di una nuova comunicazione unica destinata a persone fisiche e imprese individuali. Insomma, la Orlandi arriva a ribaltare il concetto espresso dall’allora ministro Tommaso Padoa Schioppa («Pagare le tasse è bello»): «È innegabile – ammette – che anche il cittadino più sensibile alla cosa pubblica non si priva volentieri di una parte del proprio reddito».