Verdini-RenziMentre si parla con insistenza di un possibile ingresso dei verdiniani nella maggioranza di governo nel centrodesta la tensione è alta per il rimescolamento delle carte conseguente alla decisione di Silvio Berlusconi di appoggiare per il Comune di Roma Alfio Marchini a danno degli (ex?) alleati Salvini e Meloni decisamente contrari alla scelta di Forza Italia.
Opinione del tutto diversa esprime. invece, Francesco Storace, un altro dei candidati sindaco della Capitale.  “Per chi come noi da mesi sostiene la necessità di una soluzione unitaria da offrire al popolo romano in alternativa al Pd e ai grillini, l’iniziativa di Forza Italia e di Guido Bertolaso offre un primo elemento di semplificazione che viene proposto a tutti i candidati. Domenica primo maggio incontrerò la mia lista e per questo voglio comprendere bene la situazione che si è determinata. Alfio Marchini ha vinto le primarie organizzate dalla Lega ed era nelle sette proposte rivolte da Fratelli d’Italia ai propri iscritti. Se fosse la soluzione unitaria finalmente trovata, per Renzi e i suoi si aprirebbe un problema. Si trovi la forza di ragionare: le urla non servono più”.
“Berlusconi si è mosso allo scopo di abbassare la mia percentuale e far aumentare quella di Giachetti. Ma ha fatto male i conti: la somma in questo caso non fa il totale. Non si mescolano le mele con le pere. Molti elettori di Forza Italia a questo punto voteranno per me che sono l’unica candidata di centrodestra. E anche a Marchini, che ha impostato la sua campagna sullo slogan “liberi dai partiti”, verrà a mancare qualche voto”, ha commentato acida Giorgia Meloni.
Ma il leader di Forza Italia va avanti per la sua strada. “Alfio Marchini ha le stesse nostre posizioni moderate e liberali con lui c’è possibilità di vincere” dice  Silvio Berlusconi a tutto campo a Radio anch’io.  “Non c’è un centrodestra vincente senza di noi, sarebbe solo di testimonianza e per vincere invece dobbiamo ritrovare i voti dei moderati” .
Berlusconi ha quindi negato che si sia in presenza di una riedizione del patto del Nazareno. “Un nuovo patto del Nazareno? Nulla di più lontano dal vero, noi dobbiamo porre fine al governo di Renzi, un governo illegittimo e abusivo che è contro il voto del popolo. Noi dobbiamo mettere fine all’emergenza democratica quindi una decisione su Roma non cambia questo atteggiamento”.
Di patto del Nazareno, o di qualcosa di molto simile, si parla, invvece, per il progressivo avvicinamento dei parlamentari che fanno capo a Denis Verdini verso la maggioranza e il governo.
“Da qui alla fine della legislatura non ci tireremo indietro. Non avendo fatto trattative, non abbiamo chiesto ministri e sottosegretari. Non siamo organici”. Cosi a Porta a Porta il fondatore di Ala).
“Il mio futuro già nel centrosinistra? A sinistra c’è un premier e un segretario del Pd non amato dalla sua sinistra con cui ha problemi, e questo è un loro problema. Poi c’è un centrodestra messo insieme da Berlusconi, che ha rotto degli equilibri. Il mio percorso? Si vedrà nl tempo”, ha proseguito Verdini. “Quando è caduto il patto del Nazareno io ho scelto di continuare con il lavoro delle riforme”, perché credo in questa legislatura costituente”.