Il Gen. Mario Mori

Il Gen. Mario Mori

“E’ strano che nessuno abbia mai chiesto alla Gran Bretagna come siano andate veramente le cose con Giulio Regeni. Sul perchè un ateneo britannico lo abbia inviato in Egitto mettendolo a contatto con i sindacati liberi che notoriamente fanno riferimento alla fratellanza musulmana”. Il gnerale Mario Mori espone a Giornale.it la sua tesi sul caso Regeni che da molte settimane infiamma  i rapporti tra Roma e Il Cairo.
“Il povero Giulio Regeni è stato madato allo sbaraglio probabilmente a sua insaputa ed è finito in qualcosa di molto più grande di lui. In questo modo ha fatto il gioco sia di chi aveva interesse a destabilizzare i nostri buoni rapporti con l’Egitto, sia di chi vuole crerare difficoltà al presidente Al Sisi”.
Abbiamo incontrato il gen. Mori a margine della presentazione del suo libro “Servizi e Segreti” un lavoro che illustra il mondo dell’inteligence.
Mario Mori, già prefetto di Palermo, generale dei Carabinieri per i quali costitui i Ros e capo del Sisde, è uno dei massimi conoscitori del mondo dei servizi segreti.
Per lui una parte della verità sta in quella missione per l’Università di Cambridge che lo portò nella capitale egiziana e sul ruolo della sua tutor, la Prof.ssa Maha Abdelrahman.
“Credo che la presenza di Regeni in Egitto rispondese a un gioco molto preciso al quale potrebbero non essere estranei i servizi britannici. Perchè non se ne chiede conto al governo inglese?”
La tesi del gen. Mori è che il caso Regeni sia stato sfruttato per deteriorare gli ottimi rapport politici ed economici tra Italia ed Egitto. Non è un caso che il suo cadavere sia stato ritrovato, o fatto ritrovare, proprio il giorno in cui nel Paese arabo era arrivata una delegazione economica italiana guidata dal Ministro Federica Guidi. Delegazione che, proprio per quel ritrovamento, interruppe immediatamente la visita e rientrò in Italia.
“Se fosse stato solo un contrasto interno egiziano, tra fazioni che si contendono il potere, il corpo del povero Regiani forse non sarebbe stato mai fatto ritrovare o lo sarebbe stato dopo molto tempo, quando era conveniente che lo fosse”, osserva Mori. E non era certo conveniente per nessuno in Egitto che il ritrovamento avvenisse durante un’importante missione italiana.
Ma si saprà mai la verità sull’omiciio di Giulio Regeni?
“Certamente non adesso. Forse la potremmo conoscere, potremmo sapere qualcosa di più cert, quando una delle fazioni egiziane che ora si combattono  prevarrà sulle altre e avrà interesse a dire la sua verità”.