Roberto Calderoli

Roberto Calderoli

“La Germania ha di fatto certificato la fine dell’unione monetaria europea mettendosi a battere moneta propria, ovvero l’euro pesante”, dice il vicepresidente del senato Roberto Calderoli. “Con la scusa della numismatica, per i collezionisti, poi estesa al normale mercato interno, la Bundesbank – spiega – ha iniziato a produrre 2 milioni e mezzo di monete da 5 euro la cui validità in termini di scambio è relativa solo all’interno dei confini tedeschi, ma il cui valore non è di 5 euro ma di 15,50 euro, ovvero oltre il triplo. In questo modo la Germania ha varato il doppio binario dell’euro: su un binario quello pesante, c’è l’euro tedesco che di fatto vale il triplo, e sull’ altro binario l’euro leggero, quello dove le banconote dei 5 euro italiani o francesi valgono sempre e solo 5 euro ovvero un terzo degli analoghi tedeschi. Ecco la moneta a due velocità”.
L’esponente della Lega Nord vede nell’iniaizativa tedesca un campanello d’allarme per tutti gli Stati dell’eurozona. E, nl contempo, un sostagno a quanto i leghisti hanno sempre sostenuto. “Come Lega Nord non abbiamo mai condiviso l’adesione dell’Italia all’euro e per anni ne abbiamo chiesto l’uscita, venendo presi per pazzi nonostante l’Inghilterra o alcuni Paesi scandinavi siano fuori e stiano benissimo. Oggi, però, a sancire che l’euro è morto è la Germania, ovvero proprio chi aveva voluto e creato questa moneta a suo uso e a suo interesse”.
Per questo, conclude Calderoli: “dobbiamo svegliarci anche noi o sarà troppo tardi. Non vediamo che l’euro sta morendo? Che sta morendo questa Europa? Che è morto Schengen? E infatti tutti gli altri Stati hanno chiuso le frontiere e noi non solo non le chiudiamo, e non facciamo i respingimenti in mare, ma andiamo a prenderci i clandestini nelle acque territoriali altrui, e senza accorgercene stiamo diventando un’enorme colonia dell’Africa che ha deciso di migrare dall’altra parte del Mediterraneo. Svegliamoci: chiudiamo le frontiere e studiamo un’exit strategy dall’euro prima che i tedeschi vengano qui a fare shopping da noi, a comprarsi una colonia italo-africana…”.