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Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan

Il governo rivede al ribasso le stime di cfrescita del pil per il 2016. Lo si evince dall pubblicazione delle linee guida del Def (Documento di economia e finanza) approvato dal Consiglio dei Ministri.
Nello scenario programmatico il Pil è previsto in aumento dell’1,2 percento nel 2016, in linea con lo scenario tendenziale, ma rivisto al ribasso rispetto alla Nota di Aggiornamento del Def 2015. La crescita del pil reale nel 2017-2019 è attesa più elevata, pur tenendo conto di una politica fiscale ancora tesa al raggiungimento del pareggio di bilancio nel medio periodo, ma più focalizzata sulla promozione dell’attività economica e dell’occupazione. In particolare, il PIL reale è previsto in crescita dell’1,4 percento nel 2017, dell’1,5 percento nel 2018 ed infine dell’1,4 percento nel 2019. L’economia dell’Italia, afferma Padoan, “cresce, anzi, la crescita accelera rispetto al 2015, in buona parte trainata dagli effetti delle misure del governo e si accompagna con un continuo miglioramento delle finanze pubbliche in termini di saldo del deficit e del debito”.
Dopo aver raggiunto nel 2015 l’obiettivo prefissato di riduzione dell’indebitamento netto al 2,6 per cento del Pil, nel 2016 il disavanzo scenderà ulteriormente al 2,3 per cento. Negli anni successivi spazio di bilancio addizionale verrà generato da maggiori entrate e risparmi di spesa. L’effetto congiunto di queste misure assicurerà la riduzione dell’indebitamento netto all’1,8 per cento del PIL nel 2017; negli anni successivi il saldo continuerà a migliorare fino a raggiungere un lieve surplus nel 2019.
Nel 2015 il rapporto debito/PIL si è sostanzialmente stabilizzato; per il 2016 si prevede una discesa dal 132,7 al 132,4 per cento; per il 2019 si prevede un valore pari al 124,3 per cento. L’inversione della dinamica del debito “è un obiettivo strategico del Governo”.
“L’argomento che l’Italia chieda troppo è semplicemente sbagliato, l’Italia ha più flessibilità perché è più in regola di altri per le riforme messe in campo e per gli investimenti. I paesi nel braccio correttivo come la Francia non possono usare flessibilità perchè le loro finanze non sono in regola come le nostra. L’Italia è in regola non ingorda”, ha commentato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
“Il fatto che ci sia una revisione all’1,2% (del Pil) è un fatto di serietà. L’Italia cresce, questi sono i numeri ce li avevamo anche a colori ma non volendo stupirvi. La crescita accelera, come dice bene Padoan, del 50 per cento rispetto al 2015, nel 2016 andremo meglio”. Così il premier Matteo Renzi commentando il Def