Il ras della curva accolto al Senato

Claudio Galimberti "Il Bocia" a Londra

Claudio Galimberti "Il Bocia" a Londra
Claudio Galimberti “Il Bocia” a Londra

Il Senato della repubblica ospita, ascolta e poi applaude un capo della tifoseria. E’ accaduto ieri in Italia dove a Palazzo Madama è arrivato Claudio Galimberti meglio noto come il ‘Bocia’, leader storico della curva atalantina cui la Questura di Bergano ha communato den move Diaspo impedendogli i entrare negli stadi.
Ma il Senato non è uno stadio e lui può andarci e parlare.  Nonostante una condanna a 3 anni per lesioni e il regime da sorvegliato speciale, col divieto di uscire di casa dalle 22 alle 6 del mattino.
Anche perchè è sttao inviattato dal senatore grillino Vito Crimi – erano presenti il leghista Gian Marco Centinaio, i Sel Loredana De Petris e Paolo Cento, il Pd Mario Tullo –che  mercoledì scorso aveva prenotato una sala del Senato per ospitare anche 25 di capi ultrà. Motivo: la presentazione di una proposta degli avvocati Contucci e Adami, penalisti specializzati in tematiche ultrà, attraverso la quale arrivare a un ddl che modifichi la norma del ‘doppio Daspo’. E cioè la somma di quello disposto dalla questura a quello inflitto dai giudici, in caso di condanna.
Fortuna che su quanto avvenuto ci sono già alcuni distinguo e le prime proteste.
Per esempio Luca Di Bartolomei, figlio del compianto ex capitano della Roma Agostino e, oggi, responsabile Sport del Pd, sul caso Bocia è duro: «La vicenda è allucinante», esordisce. E sugli ultrà ‘vittime’: «Non scherziamo. Nelle curve ci sono interessi economici e politici e non mi pare una coincidenza che certe iniziative escano al tempo delle elezioni».
Paolo Cento, presente all’adunanza ultrà in Senato, racconta: «Il tema del confronto era il doppio Daspo. Il fatto che all’incontro vi fosse una persona che poi ha sollevato un polverone, non deve cancellare i buoni propositi, anche dei tifosi, di chi vuole migliorare provvedimenti chiaramente ingiusti ed esagerati».

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