Le sanzioni che l’Unione europea, a partire da marzo 2014, ha imposto alla Russia come reazione all’annessione della Crimea e alla crisi ucraina, hanno provocato una serie di effetti e costi nei confronti non solo di Mosca ma anche di vari altri Paesi.
Nell’ambito della diplomazia europea in queste ore si sono levate alcune voci che ne chiedono la rimozione. Tra esse quella del presidente austriaco Fischer, che ha detto che si farà promotore di questa posizione all’interno dell’Unione Europea: “le sanzioni non devono diventare una soluzione duratura. Bisogna trovare un percorso comune per arrivare, in un futuro prossimo, al ritiro e a superamento della maggior parte di tali provvedimenti”.