E’ scattato il rimpatrio in Turchia dei primi migranti e rifugiati giunti nelle scorse settimane sull’isola di Lesbo, in Grecia. Come previsto dagli accordi siglati tra Ankara e l’Unione europea, i primi 135 profughi sono stati accompagnati dalla polizia greca su imbarcazioni dirette verso le coste turche. Tensione nella vicina isola di Chio, dove sono stati registrati scontri con i migranti contrari al rimpatrio. I migranti sono scortati dagli agenti della agenzia europea di protezione delle frontiere Frontex.
L’operazione è stata supervisionata da un tenente generale del polizia greca, che non ha fornito dettagli immediati sulla nazionalità dei migranti deportati.

Solo l’Italia non trasferisce i migranti giunti nel proprio territorio ma pensa a misure draconiane per smistarli in tutto il Paese. Non si capisce perchè non riesce a imporre le proprie esigenze all’Ue o se per mero calcolo economico.
Non è un segreto per nessuno, infatti, che quello dei migranti sia un vero e proprio business per molti. Cooperative sociali legate alla sinistra o alla Chiesa, ma, più di recente, anche singoli cittadini che lucrano affittando pensioncine e albergacci in disuso, hanno trovato una buona fonte di reddito nell’ospitare migranti in cambio dei contributi statali.