Luca di Montezemolo

Luca di Montezemolo

Tecnicamente si chiamano conti offshore. E sono quelli aperti in molti paradisi fiscali in paesi lontani.
Uno di questi è Panama. Da dove giunge, grazie all’ennesima “gola profonda”, all’ennesimo impiegato infedele, una lunga lista di nomi eccellenti, tutti col conto corrente nel Paese del canale.
A leggere l’elenco si trova un po’ di tutto. Dal dittatore al politico democratico, dalla star della musica internazionale al grande campione sportivo.
E, naturalmente, non mancano gli italiani.
Tutto parte da una colossale fuga di notizie. La più grande della storia della finanza internazionale. Milioni di pagine di documenti che raccontano quasi 40 anni di affari offshore. Tutto parte dallo studio legale Mossack Fonseca, con base a Panama city, nel cuore di uno dei più efficienti e impenetrabili paradisi fiscali del mondo”. Lo scrive L’Espresso, che partecipa in esclusiva per l’Italia all’International consortium of investigative journalist, che ha avuto accesso a questo enorme archivio di carte segrete, il dossier ‘Panama Papers’.
I files riguardano operazioni che vanno dal 1977 fino alla fine del 2015 e “mettono in luce che alcuni dei più importanti istituti di credito internazionali sono coinvolti nella creazione di società difficili da rintracciare, nelle Isole Vergini britanniche, Panama e in altri paradisi fiscali.
Tra i vari nomi quelli della famiglia Putin, della famiglia Cameron, dei vertici della Cina, del presidente ucraino Petro Poroshenko, del re dell’Arabia Saudita Salman bin Abdulaziz Al Saud, del sovrano del Marocco Mohammed VI. Chiamati in causa anche la famiglia del presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, il primo ministro dell’Islanda Sigmundur Gunnlaugsson, i familiari del leader cinese Xi Jinping e il presidente dell’Argentina Mauricio Macri.
Tra i circa 800 italiani troviamo il presidente di Alitalia Luca Cordero di Montezemolo, l’ex pilota di Formula Uno, Jarno Trulli passando per Oscar Rovelli, uno dei figli di Nino Rovelli, patron del gruppo chimico Sir, e Giuseppe Donaldo Nicosia, socio dell’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri.
Nell’elenco figurano poi Ubi Banca e Unicredit.
Ma si attendono altre sorprese dalla definitiva lettura delle carte.