InternetAGCOM punta ad inserire la banda larga tra gli obblighi del servizio universale. Trattasi di un’iniziativa importante per un paese moderno che punta a digitalizzare tutti i suoi cittadini. La banda larga come obbligo del servizio universale significa fare un importantissimo passo in avanti verso la sconfitta del digital divide sul territorio italiano. Dunque, con la delibera 113/16/CONS del Commissario Antonio Nicita, l’Autorità ha deliberato l’avvio di un’istruttoria ad evidenza pubblica e con il contributo del mercato e di tutti i soggetti interessati, volta a introdurre l’offerta di connessione a banda larga tra gli obblighi del servizio universale.

Ad oggi Telecom Italia è l’operatore incaricato di fornire il servizio universale e l’attuale ambito di applicazione del servizio universale si basa, in Italia, su una connessione dati, necessaria per l’accesso a Internet, a banda stretta (ad esempio mediante modem a 56 kbps), un livello evidentemente non più in linea con i fabbisogni minimi della popolazione servita. La consultazione pubblica avviata dall’Autorità affronta un tema di estremo rilievo, oggetto di dibattito e approfondimento da parte di diverse Autorità di regolamentazione in Europa, con riferimento al contenuto del servizio universale, ovvero all’opportunità di includervi l’obbligo di fornitura di un accesso alla rete dati a banda larga, che tenga conto delle tecnologie ampiamente (oltre 90% delle abitazioni) disponibili e largamente (oltre 50%) utilizzate dalle famiglie. In tal caso, inoltre, la valutazione è funzionale a verificare il contributo dell’accesso ad una rete di sicurezza a banda larga, a colmare il digital divide sul territorio nazionale, anche alla luce dei nuovi bisogni e opportunità offerti dall’economia digitale.