TasseLocaligrandeEvadere l’Irap non è reato. Lo dice la Cassassione con la sentenza n. 12810 del 30 marzo 2016.
Questo perché l’Irap non è un’imposta sui redditi in senso stretto, mentre le uniche dichiarazioni che fanno scattare il reato di “omessa dichiarazione”, sono solamente le dichiarazioni dei redditi e le dichiarazioni annuali Iva. La conseguenza è peraltro che l’ammontare del tributo non pagato non rientra nel profitto dell’illecito sequestrabile.

Esultano professionisti e imprenditori: per la quantificazione del profitto del reato l’Agenzia delle entrate non può tenere conto del mancato pagamento dell’Irap e ciò perché la legge non conferisce rilevanza penale all’eventuale evasione dell’imposta regionale sulle attività produttive (non trattandosi di un’imposta sui redditi in senso tecnico). Difatti, le uniche dichiarazioni costituenti l’oggetto del reato di “omessa dichiarazione” sono solamente le dichiarazioni dei redditi e le dichiarazioni annuali Iva.
A confermare tale tesi è stata anche una circolare del ministero delle Finanze del 2000, che motiva l’esclusione della dichiarazione Irap con la natura reale di tale imposta, ed in quanto tale non incidente sul reddito. Invece, il reato di omessa dichiarazione previsto dalla legge del 2000 è collegato alla mancata percezione d’imposta sui redditi e dell’Iva; ed è proprio dall’omessa presentazione di “una delle dichiarazioni relative a dette imposte” che deve farsi riferimento per l’individuazione del “profitto” del reato, quando sia stata superata la soglia di punibilità prevista dalla fattispecie incriminatrice.