strageE’ una di quelle notizie che i grandi giornali italiani, amanti del politicamente corretto, e la tv dello Stato renziano non dicono. Una di quelle notizie che gli italiani non devono conoscere. E per trovarla busogna andarla a cercare nei giornali minori o nel quotidiano dei vescovi, Avvenire, che la riporta.
A poche ore dagli attentati all’aeroporto e alla stazione di Bruxelless l’Esecutivo dei musulmani di Belgio aveva annunciato l’intenzione di far leggere in tutte le moschee una dichiarazione comune. Ma la proposta è stata respinta dal Consiglio dei teologi dello stesso Esecutivo. Così come è stata respinta la richiesta che gli imam recitassero la sura “Al-Fatiha” per le vittime degli attentati. Il diniego è stato motivato con la constatazione che le vittime non sono tutte musulmane.
Respinto anche il minuto di silenzio da tenere in memoria delle vittime delle stragi. Buone intenzioni infrantesi, dunque, contro i precetti ideologici dell’Islam, che non contemplano la pietà per i morti che non abbiano aderito alla religione musulmana, anche se vittime degli stessi estremisti che si rifanno ai dettami, presunti o veri, di quella stessa religione.
In Belgio sono circa 700mila gli islamici, su una popolazione di oltre 11 milioni di abitanti, e le moschee sono 300 su tutto il territorio: la gran parte delle moschee si trova nelle Fiandre, mentre nella capitale la comunità musulmana si aggira intorno a 250mila persone. Una comunità che ora si sente nell’occhio del ciclone per l’azione di una mezza dozzina di estremisti.