bruxelles apertura 2Gli attentati a Bruxelles sono ancora più drammatici nei racconti di chi era presente.
«Ho sentito una prima esplosione e ho pensato che una delle gru del vicino cantiere fosse caduta. Ma dopo pochi minuti, ne ho sentita un’altra che proveniva dal settore delle partenze all’interno dell’aeroporto», ha detto Philippe Lenaerts, un tassista belga al sito DH.be, uno dei più importanti quotidiani del Belgio.
«Tutto era saltato in aria. C’era una pozza di sangue con feriti. Un corpo smembrato» racconta scioccato. «Tutti correvano in preda al panico cercando di uscire dall’aeroporto».
Zach Munzum è un cittadino belga. Era appena arrivato all’aeroporto a bordo di un aereo proveniente da Ginevra. Quando le bombe sono esplose era ancora all’interno del Terminal. Ha lasciato l’aeroporto di corsa, sulle proprie gambe. «Ho sentito una prima piccola esplosione e poi una seconda molto più potente» ha raccontato al giornalista de La Derniere Heure giunto sul posto. «I soffitti sono crollati, i tubi sono esplosi tutto intorno a noi. Sono corso in una toilette per proteggermi e mi sono nascosto dietro il water. Sono uscito solo un quarto d’ora dopo quando la situazione mi è sembrata calmarsi. Il sangue era ovunque. Ma non ho visto i corpi o le persone che lo avevano perduto». «E’ un disastro. – ha ripetuto più volte al giornalista –  Un disastro. Atroce. Sono vivo. Per fortuna. Ma qualcun altro, qualche metro più in là rispetto a lui, non può dire la stessa cosa.