Il senatore Denis Verdini è stato condannato a due anni, pena sospesa, per concorso in corruzione relativamente alla vicenda degli appalti per la ristrutturazione della Scuola dei Marescialli di Firenze. Lo hanno deciso i giudici della VII sezione del tribunale di Roma. Verdini era presente in aula al momento della sentenza.
La richiesta di condanna era stata fatta dal pm Ilaria Calò al termine di una requisitoria durata circa due ore.
Il procedimento, in cui la posizione di Verdini è stata stralciata, è quello in cui sono stati già condannati, con sentenza passata in giudicato, Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio Superiore per i lavori pubblici, Fabio De Santis, ex provveditore delle opere pubbliche della Toscana, l’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli e il costruttore Riccardo Fusi. Verdini si sarebbe attivato affinché Fusi venisse aiutato nei suoi affari e De Santis nominato provveditore.
Secondo le accuse, confermate nei processi di primo grado e di appello, l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci e il suo braccio destro Fabio De Santis, nominato nel 2008 provveditore alle opere pubbliche di Firenze dal ministro Altero Matteoli su sollecitazione di Denis Verdini (che per questo è attualmente sotto processo per corruzione), asservirono le loro funzioni pubbliche agli interessi dell’imprenditore Riccardo Fusi, con l’intermediazione interessata di Piscicelli. Fusi era stato estromesso dall’appalto per la costruzione della Scuola Marescialli, affidato ad Astaldi.
La condanna imbarazza non poco il governo che proprio sull’appoggio dei verdiniani ha contato e conta per il proprio sostegno in Senato. Ed è destinata a rinfocolare molte polemiche sia dentro al Pd che nei partii di opposizoone.

“Senza mai abdicare al principio garantista che si è condannati definitivamente solo dopo l’ultimo grado di giudizio, la sentenza di oggi contro il leader di Ala Verdini dimostra, però, che in questi mesi non abbiamo strumentalmente evocato fantasmi, ma, invece, giustamente evidenziato i rischi connessi a questo asse preferenziale. Una maggiore prudenza nei rapporti politici con Verdini e il suo gruppo sarebbe stata certamente apprezzata dal nostro elettorato e dai nostri militanti”. Lo scrive in una nota il senatore della minoranza Pd, Federico Fornaro,

“Da oggi Renzi governa ufficialmente con il sostegno di un condannato per corruzione” sentenzia invece il gruppo parlamentare del M5S al Senato, che in una nota aggiunge: “Non solo ci governa, ma insieme hanno riscritto la nostra Costituzione: è bene che gli italiani, in occasione del referendum sulle riforme costituzionali, si ricordino chi sono i Padri costituenti e tengano bene a mente questa condanna. Questa volta solo per un soffio Verdini si è salvato dalla decadenza da parlamentare, prevista dalla legge Severino per le condanne superiori a due anni. Ma i processi a suo carico sono ancora tanti”.