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Nel tutti contro tutti che sta caratterizzando la scelta dei candidati sindaci del Centrodestra soprattutto a Roma spunta una nuova suggestiva ipotesi: quella secondo cui Berlusconi, abbandonato da Salvini e dalla Meloni, starebbe valutando la possibilità di un’allenza con Alfio Marchini, un nome che gli era piaciuto sin dall’inizio.

Intanto bisogna prender atto che il Centrodestra così come è stato fino ad ora ormai non esiste più. E non solo per lo strappo romano. Qualcosa di analogo è accaduto a Torino dove la Lega Nord ha deciso di non appoggiare il candidato comune Osvaldo Napoli, ma di correre in proprio con il notaio Alberto Morano.
Ma è soprattiutto a Roma che le cose sono particolarmente confuse e complesse.
Qui il Centrodestra rischia di avere addirittura quattro candidati sindaco: Bertolaso, Meloni, Storace e Tosi, sindaco leghista pentito di Treviso che pare essersi innamorato della Capitale.
Una situazione che avvantaggia soprattutto la candidata del Movimento 5 Stelle, Virginia Raggi che ha quasi la certezza di arrivare al ballottaggio clon il dem Roberto Giacchetti.
Da qui il pensiero del Cavaliere di rispolverare una possibile intesa con Alfio Marchini.
A convincerlo sono, al solito, i sondaggi.
I primi diffusi ieri sera a Porta a Porta di Ipr e Tecné indicano un testa a testa tra Guido Bertolaso e Giorgia Meloni, con un 15% ciascuno nel caso della corsa separata, ovvero Bertolaso solo per Forza Italia e la Meloni per Fratelli d’Italia. In tutti i casi rilevati dagli istituti di sondaggio si registra un primo turno sostanzialmente «alla pari» con un 25% dato a tutti i maggiori candidati, ovvero Virginia Raggi per M5S, Roberto Giachetti per il Pd, Bertolaso e Meloni per un centrodestra diviso davanti agli elettori.
La discesa in campo di Giorgia Meloni, a prescindere dai sondaggi, «rosicchierà» comunque elettori a Forza Italia, data da sondaggi interni tra l’8 e il 10%, al Movimento 5 Stelle e al civico Alfio Marchini, che i sondaggi di Vespa danno all’11-12%. Nell’attesa di capire le intenzioni del leader de La Destra, Francesco Storace, per Ipr e Tecné al 5-6%, se procedere con la candidatura in solitaria oppure presentare una lista collegata a Fratelli d’Italia.
Da qui l’idea del Cav di cambiare cavallo.
Senza contare, poi, che l’eventuale accordo con la lista Marchini rimetterebbe in gioco una Forza Italia che il duo Salvini-Meloni sta cercando di isolare.