fabbrica01La scia dei nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato si sta esaurendo. A gennaio sono stati attivati 156.794 nuovi contratti, a fronte di 119.075 cessazioni: secondo i dati dell’Osservatorio Inps sul precariato una variazione netta di 37.719 unità, che rappresenta un calo del 58% rispetto a gennaio 2015.
Per il 2016 la legge di stabilità prevede che lo sgravio contributivo sia solo biennale e per il 40% dei contributi.
Per le assunzioni a tempo indeterminato si registra un calo consistente rispetto a gennaio 2015, primo mese di esonero contributivo totale: con 156.794 attivazioni comprese le trasformazioni a gennaio 2016 si registra una riduzione del 31,4% rispetto alle oltre 228.000 del gennaio 2015.
Se si guarda solo alle nuove assunzioni stabili escludendo le trasformazioni (106.697 a fronte delle 176.239 di un anno fa) il calo su gennaio 2015 è del 39%. L’Inps non ha invece diffuso ancora i dati su quante di queste assunzioni usufruiscono dell’esonero contributivo (per l’intero 2015 oltre il 62% delle assunzioni a tempo indeterminato).
Insomma i benefici del Jobs Act sembrano essere in via di esaurimento. Sgno che le imrpese hanno approfittato delle nuove norme o per sanare determinate posizioni o per godere dei benefici fiscali e contributivi previsti. Ma il progressivo esaurimento di questi benefici ha riportato la situazione alla normalità con poche assunzioni e solo nei casi di evidente necessità.