obamaGli Stati Uniti responsabili dell’escalation dell’Isis? L’accusa viene da un’inchiesta de Le Monde che ripercorre la genesi del conflitto in Siria e l’opera di spionaggio e monitoraggio del nascente Califfato da parte dell’esercito siriano libero. Una documentazione che però non ha allertato sufficientemente la Casa Bianca.
«È la storia di una formidabile occasione mancata – si legge sul quotidiano francese – la storia del capo delle spie dei ribelli dell’Esercito siriano libero (Esl) che, con preoccupazione, ha visto crescere il potere di un piccolo gruppo di jihadisti, neppure siriani, diventati la temibile organizzazione Isis». Le Monde riporta la testimonianza del capo delle spie dei ribelli al regime, che fu mandato ad addestrarsi all’estero, ebbe la possibilità di reclutare una trentina di uomini fidati, riuscendo poi a infiltrarne alcuni nei ranghi dell’Isis. «Grazie a questa rischiosissima missione, è stato possibile fotografare i campi di addestramento di Daesh, trovare le coordinate satellitari degli obiettivi militari, i numeri dei satellitari dei dirigenti. Da quando Daesh aveva 20 membri fino a quando se ne sono contati 20.000 – racconta il testimone a Le Monde – abbiamo mostrato tutto agli americani, ma la Cia non ha fatto niente. L’amministrazione Obama non si fida dei ribelli». Insomma gli Stati Uniti, a lungo allertati, non hanno fatto nulla per contrastare l’Isis sul nascere.