libia governo
Un via libera, con molte ombre. Il Consiglio presidenziale del governo di riconciliazione nazionale libico, l’organismo composto da membri delle fazioni rivali, ha proclamato l’entrata in funzione del governo di unità nato sotto l’egida Onu. Ma il voto di fiducia necessario in Parlamento – slittato tante volte
tra bocciature e mancanza di numero legale – non c’è stato. In una nota diffusa in serata, il Consiglio ha chiesto alle istituzioni libiche “di mettersi in contatto immediatamente con il governo d’unità per attuare le procedure di passaggio del potere in modo pacifico e organizzato”.

Inoltre il Consiglio presidenziale ha invitato la comunità internazionale, le organizzazioni internazionali e regionali, in particolare l’Onu, la Lega Araba, l’Organizzazione della Conferenza islamica, l’Unione Africana e l’Unione Europea, a “cessare tutti i rapporti con le autorità esecutive che non si pongono sotto il governo di unità”. Per giustificare il proclama di entrata in funzione del governo di unità nazionale, il Consiglio presidenziale dice di basarsi sul sostegno di un centinaio di deputati del Parlamento riconosciuto; questi ultimi avevano sostenuto di esser stati “impediti con la forza” nel voto e di aver “ricevuto minacce”.  La proclamazione del Consiglio presidenziale lascia numerose zone d’ombra in assenza di un voto di fiducia formale. Proprio alla nascita del governo di unità nazionale è stata subordinata, nelle ultime settimane, qualsiasi ipotesi di intervento in territorio libico.