isis italiaUn ex combattente dello Stato Islamico, pentitosi, prima di scappare sarebbe riuscito a rubare un file contenente dati su oltre 22mila arruolati nell’Isis. La lista trafugata dall’uomo conterrebbe anche informazioni su 122 foreign fighters aspiranti kamikaze, tra cui due militanti che avrebbero vissuto in Italia. Sulla base dei primi accertamenti, l’intelligence  tedesca asserisce che si potrebbe trattare di una fonte “probabilmente autentica”.

Il documento, sebbene possa essere di grande aiuto nei programmi di lotta al terrorismo, al punto che il ministro dell’Interno britannico Theresa May l’ha definito una potenziale “miniera d’oro”, sarebbe piuttosto vecchio e, pertanto, carente di informazioni aggiornate. I servizi britannici, citati dal Guardian, infatti, riferiscono che le schede sarebbero state compilate in particolare nel periodo che va da novembre a dicembre 2013, o almeno sei mesi prima della proclamazione del Califfato Islamico, e che una parte delle persone sono morte durante i raid effettuati dalla coalizione occidentale impegnata nella lotta all’Isis.

L’elenco dei nomi degli aspiranti kamikaze contiene informazioni relative alle generalità di costoro, ma anche dati riguardanti il grado di istruzione, il gruppo sanguigno, il grado di conoscenza dell’arabo (per gli stranieri), la data di arrivo in Siria e il tragitto percorso per giungervi. In questa lista figurano anche i nomi dei due militanti dell’Isis che hanno vissuto in Italia. In particolare, si tratta di Rawaha al Itali, cioè “l’italiano”, che ha vissuto a Vobarno, in provincia di Bescia, e Abu Ishaq al Tunisi, che ha attraversato vari Paesi europei per quattro anni, compresa l’Italia.